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BOLZANO. Papa Francesco si piega per salutare il piccolo Matteo Fratucello, bimbo bolzanino di 9 anni con una malformazione cerebrale e lui, zac, gli prende la papalina. Così, a sorpresa.
Questa è una storia che è giusto parta da lì, da un sorriso che poi è una vera e propria risata strappata al pontefice. Il rischio di affondare i piedi nella retorica del “piccolo sfortunato portato alla benedizione”, infatti, viene spazzato via subito da un’idea avuta da mamma Sabine Bertagnolli con tutta la positività del mondo. «Matteo da sempre ha una predilezione per Bergoglio. Ogni volta che lo vede trasmesso dalla televisione lo chiama e si diverte. Una simpatia innata». Una passione che Sabine cerca di assecondare. «Ho cominciato a informarmi sul come fare per incontrarlo e ho scoperto che non è così difficile. Le udienze del mercoledì sono aperte e basta prenotarsi con un certo anticipo. In due settimane avevo preparato tutto per me, Matteo e papà Roberto». Il primo giorno di aprile, quindi, i tre sono in Piazza San Pietro come da programma. «I bambini disabili vengono sistemati in un’ala vicina e totalmente dedicata. Un’organizzazione curata nel dettaglio con tanto di sedile mobile individuale. Solo un accompagnatore era ammesso, ma abbiamo spiegato alle guardie come si trattasse di un momento importante per la nostra famiglia. Così ci hanno fatto il regalo di viverlo insieme».
Il pontefice si è dapprima concesso un giro sulla papa mobile e poi è sceso avvicinandosi. Ha preso Matteo, lo ha conosciuto, lo ha baciato. «Un’emozione pazzesca. Ero preoccupata di quella che poteva essere la sua reazione di fronte a un situazione simile ed è andato tutto bene. Papalina a parte. Ho consegnato a Francesco una lettera in cui ho riportato l’importanza di questo attimo. Per fortuna l’avevo preparata perchè l’intensità di quel momento mi aveva paralizzata. Riuscivo a dire solo grazie». Colpito è rimasto anche il marito Roberto. «C’è davvero qualcosa di particolare in quell’atmosfera. Anche Matteo lo ha percepito senza irrigidirsi troppo e godendosi il momento. Io ero stato al concerto degli U2 a San Siro e pensavo do aver visto il massimo del coinvolgimento, ma qui si tratta di qualcosa di straordinario». E ci strappa un nuovo sorriso. Matteo frequenta la scuola Rosmini e si appresta a fare la prima comunione. «La visita al Papa era il nostro regalo in vista di questo evento. In realtà è stato qualcosa di molto più profondo. In un momento in cui il mondo ci racconta tragedie e violenza trovarsi al cospetto del bene fatto uomo è stato incantevole. Per noi e per lui. Adesso, comunque, quando compare Francesco alla televisione lo indica e ci spiega che sono amici». Perchè è giusto chiudere come è iniziata: con una risata.
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