ALTA BADIA/VAL GARDENA. La crisi “morde” anche il settore turistico, è noto. La conferma viene dai dati dell'Astat, secondo i quali il calo di presenze è dell'1,6 per cento con la clientela italiana scesa addirittura del 6,3 per cento. Gli albergatori sono, giustamente, preoccupati. Tanto che alcuni di loro, da qualche settimana, stanno ricorrendo al cosiddetto “dumping”, ovvero una sensibile riduzione dei prezzi stabiliti all'inizio della stagione. E' un trend che si ripete, sistematicamente, da qualche anno a questa parte: nessuno lo comunica, almeno ufficialmente, ma basta dare un'occhiata ai vari siti internet dei singoli alberghi per rendersi conto che il dumping è in atto. Con ovvia soddisfazione dei clienti e con altrettanto sconcerto da parte delle associazioni turistiche, oltre che degli albergatori che si sentono penalizzati dall'offensiva dei loro colleghi.

Le riduzioni nei prezzi fissati a inizio stagione sono in atto, da qualche settimana, soprattutto nella zona dolomitica. Diversi casi vengono segnalati in Alta Pusteria, in Alta Badia e in Val Gardena, con sconti che arrivano fino al 20 per cento e che, considerato il periodo di crisi che dura da tempo, sono un invito cui gli ospiti non possono rinunciare.

Gli operatori turistici non sono d'accordo sulla pratica del “dumping” ma sono quasi costretti ad accettarla. Dice Damiano Dapunt, direttore del Consorzio turistico Alta Badia: «I casi ci sono, inutile negarlo, anche se come Consorzio non abbiamo avuto segnalazioni specifiche. Ma abbassare i prezzi non è la soluzione al problema che riguarda gli esercizi ricettivi. Può risolvere una situazione difficile al momento, con gli sconti gli ospiti infatti sono invogliati a pernottare e la loro risposta è positiva, ma il “dumping” ha anche un effetto negativo nella fase successiva al soggiorno: crea infatti pesanti considerazioni negative sulla categoria degli albergatori e rischia di rovinare la piazza».

Il fenomeno dei prezzi scontati negli esercizi ricettivi è tornato anche in Val Gardena. La presidente del locale Consorzio turistico però sostiene che «non ci sono stati segnalati casi particolari. Non posso però escludere - dice Christina Demetz - che qualche albergatore stia praticando il “dumping”. Per noi è impossibile controllare tutti. Anche quest'anno, all'inizio della stagione invernale, abbiamo invitato tutti a comunicare le loro tariffe invitandoli a non praticare sconti. Se lo stanno facendo commettono in grave errore: non è in questo modo che si affronta un periodo difficile come quello che stiamo attraversando a causa della crisi economica. Per fortuna qui in Gardena le presenze per ora sono tutto sommato soddisfacenti».

Contro la riduzione dei prezzi degli alberghi si erano schierati, lo scorso anno, sia l'assessore provinciale al turismo Hans Berger che il presidente dell'Unione albergatori Walter Meister, che però aveva in qualche modo giustificato l'azione di alcuni colleghi che erano alle prese con un netto calo negli affari. Dodici mesi dopo il trend si sta ripetendo.

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