BOLZANO. Addio indennità d’oro. Il successore di Luis Durnwalder guadagnerà 13.800 euro lordi al mese invece degli attuali 26 mila. Ma la sforbiciata toccherà anche assessori, ufficio di presidenza del consiglio provinciale, giunta e ufficio di presidenza regionale.
Rivoluzionato anche il finanziamento ai gruppi, con nuovi importi e rendicontazione obbligatoria. Il taglio ai costi della politica è legge. La Camera ha approvato venerdì la conversione in legge del decreto governativo del 10 ottobre. Tutte le Regioni dovranno adeguarsi, anche le «speciali».
L’unica deroga concessa a queste ultime è un allungamento dei tempi. Mentre le Regioni ordinarie dovranno attivarsi immediatamente per recepire le direttive statali, La Regione Trentino Alto Adige, la Provincia di Bolzano e la Provincia di Trento, insieme alle altre Regioni autonome, avranno sei mesi di tempo per intervenire sulle indennità e un anno per i gruppi.
«Questo non significa che staremo fermi», precisano Rosa Thaler Zelger (presidente del consiglio regionale) e Mauro Minniti (presidente del consiglio provinciale), «inizieremo il confronto tra di noi e con il presidente del consiglio trentino Bruno Dorigatti per procedere all’unisono. Lo scenario più probabile, dovendo andare a elezioni tra meno di un anno, è che predisporremo le modifiche di legge e regolamenti in modo che entrino in vigore all’inizio della prossima legislatura».
Verrà convocato a breve un incontro degli uffici di presidenza e Minniti ascolterà informalmente i capigruppo provinciali durante la seduta della prossima settimana. La legge statale prevede tetti massimi di spesa per le Regioni calcolati prendendo come parametro la situazione attuale delle Regioni più virtuose per ogni singola voce.
Le indennità. Sul fronte dei consiglieri cambierà poco o nulla. La legge prevede una indennità massima di 11.100 euro lordi al mese. I consiglieri provinciali-regionali guadagnano oggi 14.069 euro lordi, ma la recente legge regionale aveva già previsto dalla prossima legislatura una indennità di 10.500 euro con un massimo di 750 euro di rimborsi spese.
«Siamo in linea», sottolineano Rosa Thaler Zelger e il capogruppo Svp Elmar Pichler Rolle, «e la legge regionale proprio una decina di giorni fa ha passato il vaglio del Consiglio dei ministri senza impugnazione. I tecnici verificheranno se si dovrà prevedere un nuovo passaggio di legge per fissare le cifre». Per giunte e uffici di presidenza provinciale e regionale la scure sarà invece drastica. I presidenti di giunta e consiglio potranno guadagnare al massimo 13.800 euro lordi al mese.
Il presidente della giunta provinciale guadagna oggi 26 mila euro lordi al mese, il presidente del consiglio provinciale guadagna 20.540 euro e così anche il presidente del consiglio regionale (una manciata di euro in meno). In proporzione scenderanno anche assessori e componenti degli uffici di presidenza dei Consigli.
I gruppi. Rivoluzionato il finanziamento ai gruppi. Oggi il consiglio provinciale paga 2000 euro al mese come quota fissa per gruppo, più 980 euro al mese per consigliere nei monogruppi e poi ogni due consiglieri. I monogruppi provinciali ad esempio incassano 33000 euro all’anno, dovendosi però finanziare il personale. In consiglio regionale la quota è di 900 euro al mese per consigliere.
Con la nuova legge spariscono i monogruppi e il finanziamento si abbassa a 5700 euro all’anno per consigliere. Sembra un salasso, ma la legge prevede a parte il finanziamento al personale, che può arrivare a un assistente ogni consigliere. Una enormità, visto che oggi la Svp con i suoi 18 eletti ha un’impiegata più un part time.
Rosa Thaler Zelger racconta: «Siamo abituati ai nostri standard, ma arrivare al rapporto un eletto-un impiegato è stato un compromesso: in alcune Regioni ci sono due assistenti per ogni eletto. Escludo che approfitteremo della nuova legge. Il personale potrà salire un po’, ma non certo garantendo un assistente per consigliere».
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