BOLZANO. La Volkspartei, ma non solo, sta pensando ad una riforma dei costi della politica certo con l'obiettivo di introdurre alcuni tagli, soprattutto sulle voci accessorie, ma anche di salvaguardare la "quota per il partito" che i consiglieri devono "girare". «Entro qualche settimana la Svp farà una sua proposta ufficiale - ha annunciato l'altro giorno l'Obmann Richard Theiner - perché non possiamo permetterci di arrivare in campagna elettorale con questo tema ancora irrisolto, in qualche modo le indennità vanno ridotte. La gente si aspetta un segnale dalla politica e noi dobbiamo darlo. Ma attenzione al populismo, non si può tagliare troppo perché un consigliere lavora e ha dei costi». Bene, ma come sta "maturando" all'ombra della Stella alpina questo progetto di riforma nato sulla spinta della protesta popolare - anche l'Alto Adige, come si ricorderà, ha raccolto migliaia di firme in proposito - ma anche dei tagli che la "casta" sta elaborando in sede nazionale? Sostanzialmente, così almeno trapela, la proposta sta maturando dopo aver fissato due "paletti": per un verso la cifra netta che dovrebbe arrivare nelle tasche dei consiglieri, con aggiunte meno significative di quelle di oggi per assessori e presidente che dovrebbe aggirarsi sui 5.000/6.000 euro netti al mese; per altro verso, ed è questo l'aspetto destinato a suscitare le maggiori polemiche, la cifra che dovrebbe essere di poco meno sostanziosa e destinata a finire, quale contributo "volontario" dei consiglieri, alle casse del partito di appartenenza. Ed è in questo passaggio che verrà sostanzialmente vanificato ogni sforzo di moralizzazione. Si tratterebbe del resto di una voce che di fatto - senza ovviamente farlo in via ufficiale visto che in questo senso è proibito - introdurrebbe indirettamente il finanziamento dei partiti. Pratica che anche ora con il "contributo volontario" dei consiglieri viene praticata da tutte, o quasi, le forze politiche e che così continuerebbe all'infinito. «Anche oggi - commenta per parte sua l'onorevole Siegfried Brugger - a Roma in ufficio dei capigruppo della Camera con il presidente Fini, abbiamo discusso delle modalità con le quali arrivare ad introdurre dei tagli ai costi della politica, intervenendo più direttamente, come qualcuno ha ipotizzato, sulle cosiddette voci accessorie alle indennità vere e proprie. A Bolzano la discussione è appena stata avviata, ma anche qui si tratterà di calibrare con attenzione la ridefinizione delle molte voci che costituiscono il quantum che alla fine arriva in tasca ai consiglieri e a quanti poi rivestono le diverse cariche istituzionali d'aula o di giunta. E in questo senso ha ragione Theiner nel procedere con decisione ma anche con prudenza, senza fare "sparate"». Brugger evidentemente non lo dice, ma dentro la Stella alpina, non sono pochi quelli che hanno definito proprio come una "sparata" quella recente uscita del presidente Durnwalder che, guarda caso, si limitava a parlare della propria indennità, ma a partire dalla prossima legislatura. Come dire "tanto forse non sarà una cosa che mi riguarderà più". Insomma fra le diverse anime della Stella alpina non manca chi pensa che il presidente abbia voluto "bruciare" il progetto del suo segretario e chi, molto più concretamente, pensa soprattutto alle casse del partito.