BOLZANO. Indennità della giunta provinciale, ne discuterà oggi l’ufficio di presidenza del consiglio provinciale. L’ufficio di presidenza deve decidere se organizzare e quando l’audizione con i due consulenti, Giuseppe Caia e Giandomenico Falcon, che hanno espresso interpretazioni discordanti sull’obbligo o meno di adottare in Alto Adige il decreto Monti (datato 2012), che comporterebbe la riduzione delle indennità della giunta provinciale. Gli importi ridotti si avvicinerebbero agli emolumenti dei consiglieri (presidente 13.800 euro lordi con però 3.300 euro esentasse, consiglieri 10.500 euro lordi). Ai giudizi negativi su questo livellamento da parte di Karl Zeller e Christian Tommasini, replica Luisa Gnecchi (deputata Pd): «Il primo decreto legge del governo Letta aveva imposto che i parlamentari che assumono l'incarico di sottosegretario o ministro mantenessero l'indennità di parlamentare, senza nemmeno un euro in più. Da allora parlamentari e ministri hanno emolumenti identici. Ovviamente godono di una struttura, i sottosegretari hanno diritto a uno staff, i ministri al Capo di Gabinetto più lo staff, come gli assessori qui in Provincia, ma lo “stipendio" è identico per il deputato, il senatore e il ministro. Renzi non ha modificato la norma. Non è l'aumento di guadagno che può motivare l'assunzione di un incarico di governo, o di giunta, sono ben altri i valori e il senso di un ruolo. Molte cose, secondo me, andrebbero riviste, rispetto ai costi della politica. I partiti sono in difficoltà, con i dipendenti in cassa integrazione. La democrazia ha un costo e partiti e sindacati dovrebbero essere rafforzati per il loro ruolo di rappresentanza e di rapporto costante con la gente. Il fatto che ministri, sottosegretari e parlamentari abbiano lo stesso stipendio, ma ovviamente servizi diversi per svolgere bene il proprio ruolo, è dimostrazione di correttezza nei confronti dei cittadini e delle cittadine».