BOLZANO. «La posizione della scuola italiana non è cambiata: non siamo d'accordo coi 4 modelli proposti dalla Kasslatter Mur e vogliamo mantenere l'organizzazione attuale, ossia 5 giorni di lezione alle elementari, 6 alle superiori e un sistema misto alle medie. Non è possibile che tutti gli studenti dai 6 ai 18 anni abbiano lo stesso calendario e su questo in giunta non accetteremo imposizioni. Siamo invece disposti a uniformare l'inizio e la fine della scuola: per questo è stata inserita quella norma in finanziaria».

Stretto tra le preoccupazioni del mondo della scuola e le intenzioni della collega di giunta, l'assessore alla scuola italiana Christian Tommasini replica sui due fronti. Partiamo dalla norma in finanziaria. Era opportuna? Ed era opportuno farla adesso? Voglio essere chiaro: non è in discussione l'autonomia scolastica. Semplicemente i tecnici della Kasslatter Mur ci hanno detto che quella norma serve se vogliamo anche solo armonizzare l'inizio e la fine dell'anno scolastico, cosa su cui sono tendenzialmente d'accordo: è una decisione che spetta alla giunta e quindi abbiamo preso la competenza. Tutto qui. Sono cose, per altro, che le scuole sanno bene.

D'accordo, però da molti è stato letto come il primo passo verso l'uniformità di calendario e orario settimanale di tutti i gruppi e tutte le scuole. La stessa Kasslatter Mur continua a dire che è un passo che bisogna fare perché lo ha chiesto il consiglio con una mozione votata all'unanimità. Questo non è vero. La mozione parla di «maggiore» uniformità, non di totale uniformità: altrimenti tanto vale fare una scuola unica. E cosa vuole dire maggiore? Per me vuol dire appunto inizio e fine scuola nella stessa data, stessi periodi di vacanza, e magari evitare troppa frammentazione nei modelli adottati, visto che c'è anche chi fa un sabato sì e uno no. Questo è quello di cui discuteremo in vista di un compromesso. Ma non andremo oltre certi paletti, in particolare il mantenimento del modello settimanale attuale.

Su questo si scontrerà con la Kasslatter. Può essere. Secondo lei sono obiezioni di natura etnica, io dico che è autonomia. Che ovviamente va governata, ma non la si può mettere in discussione. Io capisco le esigenze della scuola tedesca (che poi al suo interno non è granitica) ma pretendo lo stesso rispetto per quella italiana. Ripeto: la norma che abbiamo inserito in finanziaria ha senso solo se mettiamo quei paletti, non accetterò che in giunta ci venga imposto qualcosa a maggioranza. L'autonomia vale anche all'interno dei cicli? Un liceo potrà scegliere un modello diverso da un altro? Su questo sono pronto a discutere ma la questione semmai riguarda le medie. Le elementari hanno individuato nei 5 giorni il modello migliore, e per le superiori è impossibile scendere sotto i 6. Anche perché sono contrarissimo a diminuire il monte ore delle superiori, come qualcuno propone. È un non senso pedagogico.

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