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BOLZANO. Tintinnano i lucchetti mentre dall’assessorato non si muove foglia. E’ sempre più paradossale la situazione che sta coinvolgendo il circolo La Comune che da ieri mattina, come previsto, non è più titolare della sede all’interno del Complesso Pascoli-Longon. Di primo mattino, infatti, i responsabili comunali hanno affisso un nuovo lucchetto alla porta con tanti saluti a qualche decennio di frequentazione. La Comune, in ogni caso, era stata messa per tempo a conoscenza di tutto e si è organizzata con banchetto e poltrone nel piazzale esterno. Per protesta il suo ufficio sarà quello, all'aria aperta, fino a quando l’assessorato alla cultura provinciale non sbloccherà quei 230.000 euro annuali giudicati indispensabili alla sopravvivenza del circolo. «Quando il tempo ce lo permetterà saremo qui perché non abbiamo un sede, ma gli spettacoli sono da chiudere, i cartelloni da organizzare e l’attività da portare avanti». Il paradosso è che la soluzione sarebbe già pronta, in via Mendola, ma La Comune non intende firmare nessun affitto senza certezze economiche. «La differenza di costo – spiega la presidente Elisa Forcato – è di 9 mila euro e noi non possiamo farcene carico fino a quando non otterremo quel decreto». Dato che la risposta dagli uffici di Christian Tommasini tarda ad arrivare, semore ieri il cda de La Comune (oltre alla presidente anche Lidia Menapace e Mario Sanco) ha provato a sottrarre la questione dalle mani dell’esponente del Pd per metterla in quelle della giunta nella sua interezza. “Chiediamo che gli assessori producano un atto collegiale che faccia avere al circolo 230.000 euro, in mancanza del quale decideranno la nostra scomparsa». Ieri, dunque, una nuova tappa di una spirale innescata da una sorprendente mancanza di dialogo. (ac)


