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BOLZANO. Ponte Talvera a Natale, che tristezza. Sono sparite le luminarie pensate dall’Iti Galilei e dall’Istituto per geometri tedesco, a cui ci eravamo abituati dal 2008. Al loro posto dei languidi fili luminescenti che non invitano certo al passeggio. Scelta più che criticabile, tra il resto, in un periodo i cui i commercianti di Corso Libertà puntano disperatamente al rilancio: hai voglia a stendere tappeti rossi ed a mettere presepi in vetrina se poi la festa resta tutta al di là di un ponte lugubre che non invita il viandante al passaggio.
Ma chi ha spento ponte Talvera? Come sempre, di questi tempi, i soldi che scarseggiano o che non ci sono proprio.
Sembra che le luminarie, che riproducevano i palazzi stilizzati di via Cassa di Risparmio, costassero troppo. Troppe lampadine tradizionali ad incandescenza che consumano alla grande, troppo costosa e lunga la fase del montaggio, troppi soldi per sostituire il telaio in legno sul quale erano state posizionate. Insomma troppo tutto. E così sono rimaste in cantina.
Evidentemente l’Azienda di soggiorno, che ha la competenza per le luminarie, non ha ritenuto che ponte Talvera valesse la pena di essere acceso in maniera adeguata ed ha pensato solo ai turisti ed al centro città. E si è dimenticata dei bolzanini. Calogero Arcieri, preside delle Iti, non ha dubbi: «Sì, ricordo bene che ci avevano lavorato anche i nostri ragazzi. E’ un peccato che non le abbiamo utilizzate. Se ce lo dicevano prima potevamo intervenire noi. Credo che gli studenti si sarebbero dati da fare. Penso anch’io che le vecchie lampadine a incandescenza andassero sostituite con i nuovi led ma il lavoro si poteva fare. Peccato lasciare tutto nel cassetto anche perchè ponte Talvera così illuminato piaceva». Eccome. Piaceva anche perchè, dopo tira e molla infiniti, aveva finalmente trovato sotto Natale, il vestito perfetto, fatto su misura. Per anni aveva sopportato i “ponti d’artista” e ne era uscito malconcio. Poi il Comune aveva deciso di voltare pagina e nel 2008 con l’aiuto del Curatorium per i beni tecnici culturali aveva proposto “l'allestimento natalizio di alcuni ponti della città”. L' idea era stata quella di realizzare - citiamo testuale - elementi riproducenti in maniera stilizzata il profilo degli edifici neogotici del centro cittadino. «La somma di tali elementi letti prima in trasparenza e quindi in successione durante l'attraversamento del ponte andava a configurare una sorta di "presepe bolzanino"». Perfetto e godibile. Il disegno dei singoli elementi venne quindi realizzato dagli studenti dell'Iti Galilei (lingua italiana) e dei geometri (lingua tedesca). La realizzazione concreta forgiata dalla Sapa (ex Alcoa). I lavori per l'illuminazione portati a termine dal servizio segnaletica del Comune. «Gli elementi - recitava un comunicato stampa - saranno riutilizzati nei prossimi anni per altri ponti cittadini e aggregati sempre in maniera diversa». Tutto è filato liscio fino all’anno scorso poi la crisi ha spento insieme alla lampadine anche la voglia di fare. Stop all’aggregazione. Arcieri rilancia: «A questo punto non ci resta che puntare all’anno prossimo. Lungi da me la voglia o l’intenzione di fare polemica ma se qualcuno ci avesse avvisato in tempo avremmo potuto muoverci anche adesso. Spiace sapere che le nostre luminarie siano finite nell’angolo».
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