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BRESSANONE. « Non siamo in balia di un destino cieco, ma siamo nelle mani di Dio. Quando affidiamo a Dio tutta la nostra vita, allora quello che ci va contro, anche la malattia e la sofferenza, tutto acquista un significato più profondo».
Queste parole contenute nell’ultima lettera pastorale del vescovo Karl Golser, scritta per la Quaresima 2011 quando da tempo sapeva dell’entità del proprio male, sono state il Leitmotiv della serata di lancio di una nuova Fondazione, intitolata proprio a Golser, svoltasi martedì nella sala imperiale del Palazzo Vescovile di Bressanone. La fondazione, che ha già ottenuto il beneplacito dello stesso vescovo emerito, si occuperà, come si esprime il comunicato ufficiale, “di fornire informazioni mediche ai pazienti che soffrono di forme parkinsoniane atipiche e ai loro familiari, e nello stesso tempo promuovere la ricerca scientifica per questa malattia favorendo lo sviluppo di cure mediche specifiche”.
Quello di cui soffre il vescovo Golser è proprio un parkinsonismo aggressivo atipico molto raro (in media 50 casi all’anno in Italia) e mentre per le forme più consuete di Parkinson la somministrazione di agonisti dopaminergici sta dando ottimi risultati, nessun rimedio è stato ancora trovato per fermare o perlomeno alleviare i sintomi delle forme atipiche. Il perché di questo stato di cose lo ha detto molto chiaramente il vicario generale Matzneller: i numeri sono troppo piccoli perché l’industria farmaceutica abbia interesse a investire in ricerche adeguate. Insomma, è una questione di business sanitario. Ora la “Fondazione Vescovo Dr. Karl Golser” cercherà di supplire a queste carenze e a questo scopo si appella alla generosità degli altoatesini.
Il progetto è stato illustrato dal presidente del comitato promotore, avvocato Gerhard Brandstätter che ha ricordato come nel caso della creazione di una nuova Fondazione la legge preveda che venga dapprima raccolto un capitale di almeno 55 mila euro. L’obiettivo del comitato promotore è però quello di arrivare ad almeno 70 mila euro (sinora ne sono stati raccolti poco più di 21 mila). La seduta costitutiva è prevista per il 16 dicembre. In altri interventi la tematica è stata affrontata sotto il profilo sia religioso e teologico sia medico-scientifico.
Il professor Martin Lintner dello studio Teologico Accademico di Bressanone ha ricordato come lo stesso Karl Golser nella propria qualità di docente di Teologia Morale avesse avuto più volte occasione di occuparsi del tema dei malati terminali. Lintner ha anche rievocato le immagini di un altro celebre ammalato di Parkinson, Papa Giovanni Paolo II, che con il proprio modo di affrontare il morbo ha ottenuto il risultato di convincere le grandi masse che la dignità dell’ammalato si salvaguarda anche con l’accettazione delle sue manifestazioni esteriori.
Il professor Gregor K. Wenning dell’Università di Innsbruck, uno dei maggiori specialisti a livello europeo nel campo delle malattie neurodegenerative croniche, dopo aver illustrato in dettaglio il decorso del parkinsonismo aggressivo atipico, caratterizzato da un procedere quasi fulmineo e da una prognosi funzionale fortemente invalidante, ha espresso la convinzione che si possano ottenere risultati positivi nell’individuazione di una cura solo con l’intensificazione della ricerca istituendo una sorta di rete mondiale di ricercatori universitari che si occupino di questo problema specifico.
L’avvocato Michael Vescoli, tesoriere del consiglio consultivo che affianca il comitato dei promotori ha infine ricordato che le offerte per il finanziamento della nuova Fondazione possono essere versate preso le sedi della cassa di Risparmio. IBAN IT50 Y060 4511 6010 0000 5006742.


