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LANA. La funivia di San Vigilio è rimasta bloccata ieri pomeriggio per un paio d'ore - dalle 15 alle 17 - proprio quando cominciava il gran rientro di centinaia di sciatori che avevano passato la splendida giornata in quota e che sono così rimasti bloccati alla stazione a monte, fra mille proteste, in attesa di poter scendere fino a Lana.
Tutto è stato causato da un sensore che si era bloccato e che non consentiva alle cabine di partire: una volta arrivato il tecnico e riparato il guasto le corse sono riprese. Quando l'impianto si è bloccato alle 15 nessuno ha pensato che potesse crearsi una qualche situazione di emergenza tale da far intervenire la protezione civile tanto che non sono state informate nemmeno le forze dell'ordine. Tuttavia con il passare dei minuti i tempi necessari per l'arrivo del tecnico della Doppelmayr, il suo intervento per capire e riparare il guasto mal si sono conciliati con l'intenzione degli sciatori - in gran parte della zona di Lana - di far rientro a valle.
E così poco prima delle 17 nei pressi della stazione a monte, che sorge a pochi metri dal prestigioso Vigilius Resort, si sono ritrovate in coda qualcosa come settecento persone, stanche per la giornata sulla neve e impazienti di tornare a casa. Senza contare che anche la temperatura, mite durante tutto il giorno, a quell'ora era e a quella quota era considerevolmente scesa. Una situazione quindi di serio disagio anche se priva di alcun pericolo reale. Qualche decina di sciatori locali ha subito preferito dirigersi a piedi verso l'abitato di Pavicolo raggiungibile in poco più di un quarto d'ora e quindi coprire i dieci chilometri necessari per arrivare a Lana o con l'auto di parenti o con uno shuttlebus messo a disposizione dalla società funiviaria.
«Per tutti gli altri - come ha detto a sera inoltrata, quando l'allarme era rientrato, il direttore dell'impianto Abele Poletti - il rientro è avvenuto senza contrattempi una volta riattivato l'impianto. Ci scusiamo per i ritardi e ringraziamo naturalmente tutti per la pazienza dimostrata».
Tutto è stato causato da un sensore che si era bloccato e che non consentiva alle cabine di partire: una volta arrivato il tecnico e riparato il guasto le corse sono riprese. Quando l'impianto si è bloccato alle 15 nessuno ha pensato che potesse crearsi una qualche situazione di emergenza tale da far intervenire la protezione civile tanto che non sono state informate nemmeno le forze dell'ordine. Tuttavia con il passare dei minuti i tempi necessari per l'arrivo del tecnico della Doppelmayr, il suo intervento per capire e riparare il guasto mal si sono conciliati con l'intenzione degli sciatori - in gran parte della zona di Lana - di far rientro a valle.
E così poco prima delle 17 nei pressi della stazione a monte, che sorge a pochi metri dal prestigioso Vigilius Resort, si sono ritrovate in coda qualcosa come settecento persone, stanche per la giornata sulla neve e impazienti di tornare a casa. Senza contare che anche la temperatura, mite durante tutto il giorno, a quell'ora era e a quella quota era considerevolmente scesa. Una situazione quindi di serio disagio anche se priva di alcun pericolo reale. Qualche decina di sciatori locali ha subito preferito dirigersi a piedi verso l'abitato di Pavicolo raggiungibile in poco più di un quarto d'ora e quindi coprire i dieci chilometri necessari per arrivare a Lana o con l'auto di parenti o con uno shuttlebus messo a disposizione dalla società funiviaria.
«Per tutti gli altri - come ha detto a sera inoltrata, quando l'allarme era rientrato, il direttore dell'impianto Abele Poletti - il rientro è avvenuto senza contrattempi una volta riattivato l'impianto. Ci scusiamo per i ritardi e ringraziamo naturalmente tutti per la pazienza dimostrata».


