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BOLZANO. Colpa del Comune, perché non riesce a farsi finanziare gli arredi dalla Provincia? Colpa dell'Assb, perché non riesce a mettere in piedi il servizio? Non è dato sapere e, sinceramente, per una volta poco importa. Perché la situazione di stallo ormai ha raggiunto livelli incomprensibili. E le motivazioni, o le scuse o le promesse di accelerazione delle pratiche che immancabili arriveranno a seguito della denuncia, risultano fuori tempo massimo.
Fatto sta che il municipio, da ben due anni, ha terminato i lavori di ristrutturazione di una bella villetta in via Cesare Battisti, chiusa dal lontano 2009. Doveva accogliere una comunità alloggio per donne con problemi psichici e una residenza assistita per minori in difficoltà socio-familiare. Il tutto doveva aprire al più tardi nell'estate 2010. E invece, tutto chiuso. Dato il passaggio dei tanti autobus cittadini, la posizione forse non è il massimo. Ma una villetta a tre piani del genere, in piena Gries, appena ristrutturata, chissà quanto potrà valere. Solo per i lavori di ristrutturazione si sono spesi 1,2 milioni di euro.
Cioè: i cittadini di Bolzano hanno speso una dozzina di euro a testa. Tutti, neonati compresi. Per dare alla città una struttura per accogliere persone in difficoltà. Nel febbraio 2010, oltre due anni or sono, si era annunciata l'apertura a breve. Ma non si è mossa foglia. Sono 112 metri quadri al piano rialzato, 110 al primo piano, 46 nel seminterrato. Erano destinati a 8 donne. A questi sono da aggiungere tre alloggi, rispettivamente da 43, 46 e 29 metri quadri, destinati a 6 minori. La villetta, per tutto l'anno 2011, è rimasta con le preziose ante in legno di porte e finestre tutte belle aperte. Spalancate. Poi qualcuno si è accorto: siccome l'immobile non era abitato e nessuno faceva le pulizie, la polvere depositata sulle ante, bagnata dalla pioggia, aveva iniziato a lordare l'intonaco esterno. E così, una mano pia ha richiuso le ante, per limitare i danni.
Nel corso dell'estate scorsa, poi, all'esterno si sono piantati gli alberi, si è seminata l'erbetta. Soprattutto si sono posizionati panche, tavoli e due magnifici ombrelloni da giardino. Mica quelli da spiaggia: due ombrelloni in legno e stoffa, apribili a manovella. Chissà quanto costeranno. Costare, costa anche l'antenna parabolica posizionata sul tetto. Ma qui, nessuno s'è mai riparato dal sole o ha visto la tv.
«Il fondo - dicono i vicini - si è toccato in questi ultimi giorni. Non avete i soldi per arredarla? Bene, ma almeno, per favore, andate a chiudere quella porta finestra al primo piano. Spalancata da tempo. Ché per questi giorni le previsioni del tempo danno pioggia e, davvero, non è il caso di rovinare il parquet all'interno. Chi di dovere pensi ai tanti sfrattati, ai padri separati cacciati di casa, ai profughi, ai senza tetto. O a chi, potendo abitare qui, farebbe i salti di gioia».
Fatto sta che il municipio, da ben due anni, ha terminato i lavori di ristrutturazione di una bella villetta in via Cesare Battisti, chiusa dal lontano 2009. Doveva accogliere una comunità alloggio per donne con problemi psichici e una residenza assistita per minori in difficoltà socio-familiare. Il tutto doveva aprire al più tardi nell'estate 2010. E invece, tutto chiuso. Dato il passaggio dei tanti autobus cittadini, la posizione forse non è il massimo. Ma una villetta a tre piani del genere, in piena Gries, appena ristrutturata, chissà quanto potrà valere. Solo per i lavori di ristrutturazione si sono spesi 1,2 milioni di euro.
Cioè: i cittadini di Bolzano hanno speso una dozzina di euro a testa. Tutti, neonati compresi. Per dare alla città una struttura per accogliere persone in difficoltà. Nel febbraio 2010, oltre due anni or sono, si era annunciata l'apertura a breve. Ma non si è mossa foglia. Sono 112 metri quadri al piano rialzato, 110 al primo piano, 46 nel seminterrato. Erano destinati a 8 donne. A questi sono da aggiungere tre alloggi, rispettivamente da 43, 46 e 29 metri quadri, destinati a 6 minori. La villetta, per tutto l'anno 2011, è rimasta con le preziose ante in legno di porte e finestre tutte belle aperte. Spalancate. Poi qualcuno si è accorto: siccome l'immobile non era abitato e nessuno faceva le pulizie, la polvere depositata sulle ante, bagnata dalla pioggia, aveva iniziato a lordare l'intonaco esterno. E così, una mano pia ha richiuso le ante, per limitare i danni.
Nel corso dell'estate scorsa, poi, all'esterno si sono piantati gli alberi, si è seminata l'erbetta. Soprattutto si sono posizionati panche, tavoli e due magnifici ombrelloni da giardino. Mica quelli da spiaggia: due ombrelloni in legno e stoffa, apribili a manovella. Chissà quanto costeranno. Costare, costa anche l'antenna parabolica posizionata sul tetto. Ma qui, nessuno s'è mai riparato dal sole o ha visto la tv.
«Il fondo - dicono i vicini - si è toccato in questi ultimi giorni. Non avete i soldi per arredarla? Bene, ma almeno, per favore, andate a chiudere quella porta finestra al primo piano. Spalancata da tempo. Ché per questi giorni le previsioni del tempo danno pioggia e, davvero, non è il caso di rovinare il parquet all'interno. Chi di dovere pensi ai tanti sfrattati, ai padri separati cacciati di casa, ai profughi, ai senza tetto. O a chi, potendo abitare qui, farebbe i salti di gioia».


