BOLZANO. L’allarme sull’attività artistica della Fondazione teatro comunale è lanciato. Va deciso il destino delle stagioni di danza e opera lirica. È dal 2011 che i finanziamenti statali, provinciali e comunali sono in calo. «Tutto ciò che si poteva limare, è stato limato. Più di così non si può ridurre il finanziamento. Siamo arrivati al limite, se si vuole proseguire l’attività artistica»: è questa l’analisi depositata giovedì in consiglio comunale da Alessandra Belvisi, direttrice facente funzioni e responsabile amministrativa della Fondazione teatro. Ha rafforzato l’allarme l’assessore comunale alla Cultura Patrizia Trincanato: «Siamo arrivati a un livello tale di risparmi, che sarà difficile trovare altri margini». Sandro Repetto, consigliere comunale e componente del consiglio di amministrazione della fondazione, ha scritto una lettera ai vertici del Pd per segnalare il problema, mettendo in guardia sui rischi per danza e opera, «attività che però possiamo salvare ed è questo che dovremo fare», spiega. Lo scenario più pessimista vede la fondazione sopravvivere solo come ente strumentale, addetta alla gestione di teatro e auditorium per gli enti residenti (Tsb, Vbb e Orchestra Haydn), senza più le risorse per l’attività artistica che l’hanno resa un punto di riferimento extraregionale, a partire da Bolzano Danza.

L’urgenza è dettata da più scadenze. Provincia e Comune si avviano alla preparazione dei bilanci 2015 e i vertici della Fondazione giocano di anticipo segnalando la posta in gioco: altri tagli non saranno sopportabili. Un appuntamento più ravvicinato è quello di venerdì, quando torneranno a incontrarsi le giunte di Provincia e Comune: il futuro della Fondazione teatro è uno degli argomenti all’ordine del giorno. Lo conferma l’assessore provinciale alla Cultura Philipp Achammer, che cita il terzo elemento che incombe sulla struttura di piazza Verdi: «Sono cambiati i criteri per l’assegnazione dei finanziamenti del Fus (il fondo unico dello spettacolo gestito dal ministero della cultura). Viene chiesta, tra l’altro, una programmazione triennale. Ecco che la riflessione su cosa dovrà essere la fondazione diventa impellente». Achammer esclude che l’attività artistica sia a rischio: «Vogliamo garantire le attività culturali. La discussione piuttosto gira attorno alla organizzazione e alle sinergie tra gli enti, proprio per garantire danza e lirica. Ho le mie idee, ma non vorrei anticiparle perché prima di venerdì ci saranno ancora colloqui con il Comune». Questa la cornice fornita da Alessandra Belvisi. Il bilancio del 2013 verrà chiuso a 4 milioni. Nel 2012 era stato di 4,5 milioni. Dal 2011 al 2014 la fondazione ha perso 580 mila euro, quasi il 18%. Nei 4 milioni del 2013 la parte artistica ha impegnato 870 mila euro ed è questa la soglia sotto la quale Patrizia Trincanato e Alessandra Belvisi sostengono che non si possa scendere: «Per accedere ai 220 mila euro del Fus la Fondazione deve garantire ogni anno tre titoli di opere con almeno otto recite e 12 spettacoli di danza. Se si tocca questo equilibrio, salta il Fus e salta tutto».

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