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BOLZANO. Cinquemila euro netti al mese. È l'indennità da consigliere provinciale che Pius Leitner considera equa. Un taglio del 20 per cento allo stipendio attuale. Come arrivarci? «Abbiamo riproposto all'ordine del giorno una mozione a suo tempo bocciata dall'aula. In termini concreti passare dagli attuali 6.300 euro netti a 5 mila», sottolinea il leader dei Freiheitlichen.
Ecco un taglio vero, effettivo, senza equivoci. Risparmi a cui vogliono giungere anche altri esponenti dei partiti che siedono in consiglio provinciale. Ad iniziare dalla Svp, come evidenziano il capogruppo Elmar Pichler Rolle, oppure il presidente Mauro Minniti (Pdl). Anche se la strada che scelgono questi ultimi è diversa rispetto a quella dei Freiheitlichen. La Stella alpina vuole aprire un confronto a tutto campo sui costi della politica che faccia capo alla presidente del consiglio regionale Rosa Thaler, dato il doppio ruolo dei consiglieri in Trentino Alto Adige.
Minniti, invece, intende riunire già a settembre l'ufficio di presidenza per valutare la possibilità di ridurre le indennità aggiuntive che competono a quell'ufficio. «Un segnale in questa direzione va dato», spiega l'esponente pidiellino. «È ora di muoversi, senza aspettare commissioni o quant'altro. Ci si deve rendere conto che in questa fase di crisi la popolazione si aspetta decisioni di tale genere, non mega-progetti come lo stadio a Laives o il Polo tecnologico, quanto piuttosto la riduzione dei costi della politica e magari il dirottamento di risorse del bilancio provinciale verso maggiori esenzioni Irpef», ancora il consigliere provinciale dell'opposizione di lingua tedesca.
La riduzione dello stipendio di consiglieri e assessori provinciali è la richiesta che giunge da chi firma l'appello dell'Alto Adige. Ormai quasi 2400 persone. Su questa strada la politica inizia a capire che qualcosa va fatto. «Non si tratta di populismo e certo non si devono mettere tutti allo stesso livello: c'è politico e politico. Portare l'indennità a 5 mila euro al mese sarebbe una scelta chiara, poi il taglio dovrebbe compiersi anche sulle indennità accessorie per chi ricopre cariche in giunta o negli uffici di presidenza», afferma Leitner.
Da tenere presente, infatti, che gli attuali 6.300 euro netti al mese sono il minimo che si prende come eletto in consiglio provinciale. Poi ci sono le maggiorazioni legate alla carica, a cui aggiungere l'A22 gratis e rimborsi auto per un totale di 16 mila chilometri annuali. Pagati per metà ciascuno dal consiglio provinciale e da quello regionale. Elmar Pichler Rolle non vuole che il tema-costi della politica diventi un argomento di bandiera di questo o quel partito. «Premesso che rispetto alla legislatura 2003-2008 i tagli sono già evidenti ed in atto, che non c'è tredicesima e che ogni consigliere dà al suo partito da un minimo del 10 ad un massimo del 40% di quei 6.300 euro netti al mese, credo che sia fondamentale ragionare sulla materia nel suo complesso, abbracciando ad esempio anche il tema dei vitalizi», spiega il capogruppo della Stella alpina.
Una trattativa che Pichler Rolle vede bene in capo alla presidenza del consiglio regionale. «Deve essere una decisione collegiale, che sfugga ai canoni della lotta politica, ma pensata nell'interesse del cittadino», ancora l'esponente Svp, ricordando come «oggi il consiglio provinciale di Bolzano costi la metà di quello di Trento e che per abbattere le spese per la politica si dovrebbe partire dalla riduzione del numero dei parlamentari, di ministri e sottosegretari e dall'abolizione delle province ordinarie e magari della "scatola vuota" Regione».
Mauro Minniti dice sì ad un segnale che vada nella direzione di ridurre sia le indennità di consigliere che quelle di carica. «Per lo specifico che mi compete giudico eccessiva anche la quota assegnata alla presidenza per le spese di rappresentanza, pari a 60 mila euro annui», sottolinea il presidente del consiglio provinciale, che ne aveva meno di 10 mila, quando era vicepresidente. Fin qui le prebende. Si vedrà in aula come la maggioranza risponderà alle sollecitazioni delle opposizioni.
Ecco un taglio vero, effettivo, senza equivoci. Risparmi a cui vogliono giungere anche altri esponenti dei partiti che siedono in consiglio provinciale. Ad iniziare dalla Svp, come evidenziano il capogruppo Elmar Pichler Rolle, oppure il presidente Mauro Minniti (Pdl). Anche se la strada che scelgono questi ultimi è diversa rispetto a quella dei Freiheitlichen. La Stella alpina vuole aprire un confronto a tutto campo sui costi della politica che faccia capo alla presidente del consiglio regionale Rosa Thaler, dato il doppio ruolo dei consiglieri in Trentino Alto Adige.
Minniti, invece, intende riunire già a settembre l'ufficio di presidenza per valutare la possibilità di ridurre le indennità aggiuntive che competono a quell'ufficio. «Un segnale in questa direzione va dato», spiega l'esponente pidiellino. «È ora di muoversi, senza aspettare commissioni o quant'altro. Ci si deve rendere conto che in questa fase di crisi la popolazione si aspetta decisioni di tale genere, non mega-progetti come lo stadio a Laives o il Polo tecnologico, quanto piuttosto la riduzione dei costi della politica e magari il dirottamento di risorse del bilancio provinciale verso maggiori esenzioni Irpef», ancora il consigliere provinciale dell'opposizione di lingua tedesca.
La riduzione dello stipendio di consiglieri e assessori provinciali è la richiesta che giunge da chi firma l'appello dell'Alto Adige. Ormai quasi 2400 persone. Su questa strada la politica inizia a capire che qualcosa va fatto. «Non si tratta di populismo e certo non si devono mettere tutti allo stesso livello: c'è politico e politico. Portare l'indennità a 5 mila euro al mese sarebbe una scelta chiara, poi il taglio dovrebbe compiersi anche sulle indennità accessorie per chi ricopre cariche in giunta o negli uffici di presidenza», afferma Leitner.
Da tenere presente, infatti, che gli attuali 6.300 euro netti al mese sono il minimo che si prende come eletto in consiglio provinciale. Poi ci sono le maggiorazioni legate alla carica, a cui aggiungere l'A22 gratis e rimborsi auto per un totale di 16 mila chilometri annuali. Pagati per metà ciascuno dal consiglio provinciale e da quello regionale. Elmar Pichler Rolle non vuole che il tema-costi della politica diventi un argomento di bandiera di questo o quel partito. «Premesso che rispetto alla legislatura 2003-2008 i tagli sono già evidenti ed in atto, che non c'è tredicesima e che ogni consigliere dà al suo partito da un minimo del 10 ad un massimo del 40% di quei 6.300 euro netti al mese, credo che sia fondamentale ragionare sulla materia nel suo complesso, abbracciando ad esempio anche il tema dei vitalizi», spiega il capogruppo della Stella alpina.
Una trattativa che Pichler Rolle vede bene in capo alla presidenza del consiglio regionale. «Deve essere una decisione collegiale, che sfugga ai canoni della lotta politica, ma pensata nell'interesse del cittadino», ancora l'esponente Svp, ricordando come «oggi il consiglio provinciale di Bolzano costi la metà di quello di Trento e che per abbattere le spese per la politica si dovrebbe partire dalla riduzione del numero dei parlamentari, di ministri e sottosegretari e dall'abolizione delle province ordinarie e magari della "scatola vuota" Regione».
Mauro Minniti dice sì ad un segnale che vada nella direzione di ridurre sia le indennità di consigliere che quelle di carica. «Per lo specifico che mi compete giudico eccessiva anche la quota assegnata alla presidenza per le spese di rappresentanza, pari a 60 mila euro annui», sottolinea il presidente del consiglio provinciale, che ne aveva meno di 10 mila, quando era vicepresidente. Fin qui le prebende. Si vedrà in aula come la maggioranza risponderà alle sollecitazioni delle opposizioni.
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