BOLZANO. C'è il Tommasini di governo. Quello che promette di cambiare la scuola: subito, da settembre, col primo liceo internazionale trilingue (italiano, tedesco e inglese), che partirà alle Pascoli; entro la legislatura invece, il progetto per rendere quadriennali le nostre superiori, con diploma a 18 anni e subito l'università. Poi c'è il Tommasini di governo, che tiene insieme la vicepresidenza "italiana" e l'alleanza Pd-Svp. Dice: "Signori, votando le mozioni della destra tedesca su calcio e altoatesini, la Volkspartei è andata nel pallone. O la finisce di affiancarsi ai secessionisti o il clima cambia". Infine c'è il Tommasini di mediazione che tenta di far innamorare la Provincia con Bolzano: «Ci sono stati passi avanti, dallo sblocco della tangenziale al Polo biblioteche. Arrivano milioni anche in città non solo nelle valli. Ma andiamo avanti...». A metà legislatura, ad Archimod, il museo delle architetture che fa della Zona una possibile zona franca anche culturale, Christian Tommasini parla di scuole, case e progetti.
Cultura plurilingue, convivenza, scuola aperta, sono i suoi "paletti"; poi la Svp vota con gli antiautonomisti di Sven Knoll...
«Inaccettabile. Ma spero si sia trattato di un incidente di percorso».
Ma il messaggio che ne è uscito è tenere gli italiani nell'angolo.
«L'unica spiegazione è che in quei due casi la Svp sia andata nel pallone. Se lo rifarà, non sarà più un incidente e dovremo trarne le conseguenze nei rapporti tra alleati».
Ma la "sua"scuola insiste nel cercare sempre nuove strade nel dialogo tra le lingue. Novità?
«La prima sarà subito. Il liceo internazionale trilingue, con l'inglese. Tecnologie e pratiche di laboratorio».
Da quando?
«Dal nuovo anno scolastico, alle Pascoli. Poi c'è l'idea di avviare, entro la legislatura, l'esperimento delle scuole superiori in quattro anni».
Non più in cinque?
«Il progetto guarda a quello che succede in Europa. A 18 si è già pronti. Anche in Alto Adige, assieme a docenti e genitori. stiamo testando nuovi metodi. Cercando di concentrare l'insegnamento».
E da quando?
«Ci rivediamo tra due anni».
La cultura, con la scuola, è uno snodo anche politico. Basta contributi a pioggia o...?
«Con la nuova legge si ragionerà col principio "cultura per tutti". E poi che la cultura può essere anche lavoro e fonte di reddito. Le basi sono sburocratizzazione e contributi anche triennali. Soprattutto le istituzioni sul territorio devono poter programmare».
La casa è ancora un'emergenza?
«Quasi l'80% degli altoatesini ne possiede una. Ma ci sono diversi modi di abitare e nuove esigenze».
I bonus?
«Anche. La domanda potrà essere presentata prima dei 25 dall'ultima ristrutturazione. E anche per il 2016 ci sarà l'anticipo del bonus fiscale per la prima casa. I mutui a tasso fisso all'1,5%. E il "cohousing" gli spazi condivisi».
E dove?
«Agli ex telefoni di Stato in Corso Italia».
La Provincia è sempre matrigna con Bolzano?
«Un po' meno. C'è questo museo, l'Archimod , in Zona. Ci sarà il Polo bibliotecario. Con 60 milioni destinati al capoluogo. E poi gli oltre 300 per il nuovo San Maurizio».
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