BOLZANO. Si dice sinergie e razionalizzazioni, la traduzione è accorpamenti. Anche nella cultura. È tornato in circolazione il progetto di maxi polo culturale legato alla Fondazione Teatro comunale e Auditorium, che assorbirebbe parte dei poteri degli enti ospitati, Teatro stabile, Vbb, Orchestra Haydn e Società dei concerti.
Parallelamente, l’assessore comunale alla Cultura Patrizia Trincanato ha iniziato una serie di colloqui esplorativi sull’ipotesi di fusione della Fondazione Gustav Mahler e della Fondazione Busoni.
Da anni il progetto del polo teatrale veniva accreditato come il punto di approdo immaginato dal direttore della fondazione Manfred Schweigkofler. Sotto il precedente consiglio di amministrazione l’idea non aveva preso le ali. Anzi, c’è stato un momento in cui la conferma di Schweigkofler alla direzione è stata in forse. Tutto superato. Alla fondazione Teatro comunale si è insediato il nuovo Cda (Klaus Ladinser presidente, Katia Tenti vicepresidente), che da settembre discuterà il rinnovo del contratto del direttore, in scadenza a dicembre. Viene data ormai per scontata la conferma, grazie al sostegno del presidente provinciale Luis Durnwalder e si riapre la questione del compenso: verrà chiesto un incremento?. Ma oltre a questo, Schweigkofler è impegnato in una serie di incontri per presentare il proprio programma di riorganizzazione degli enti. Il filo conduttore è razionalizzare i servizi per risparmiare e garantire un futuro all’attività culturale che affronterà tagli di finanziamenti sempre più pesanti.
Il progetto. Durnwalder avrebbe dato a Schweigkofler un proprio consenso di massima, propedeutico ai colloqui avviati, tra gli altri, con il sindaco Luigi Spagnolli, il vicesindaco Klaus Ladinser e l’assessore provinciale Christian Tommasini. Il progetto non è stato ancora presentato né al Cda della Fondazione Teatro né ai Cda degli enti coinvolti, dove le indiscrezioni trapelate sono state sufficienti per creare un fronte di pareri contrari. L’ipotesi vedrebbe la Fondazione Teatro assorbire i settori marketing e amministrazione di Tsb, Vbb, Orchestra Hydn e Società dei concerti.
Trattandosi di cultura e di enti dotati ognuno di una propria storia e radicamento specifico, il timore è che lo sforzo per mettere i conti al riparo possa tradursi in una operazione di omogeneizzazione. Per dirla con Sandro Repetto (che siede nei cda della Haydn e della Fondazione Teatro): «In una terra come la nostra, il rischio è di consegnare le chiavi della cultura alla Provincia e alla Svp, marginalizzando altri finanziatori come Comune, Regione e Stato e vanificando le specificità. Gli enti residenti conserverebbero una propria autonomia artistica, ma nel momento in cui consegni ad altri l’amministrazione, è solo questione di tempo che a forza di co-produzioni e direttive amministrative gli enti implodano. È il timore che, per quanto ne so, è radicato nelle fondazioni coinvolte». Tommasini si è già mosso in difesa del Tsb e la presenza nel cda del capo dipartimento Katia Tenti, subentrata ad Antonio Lampis, va letta come la volontà di avere un raccordo più stretto tra assessorato e fondazione. Resta l’incognita del sindaco Spagnolli. Repetto mette le mani avanti: «Potrebbe essere tentato di seguire le direttive provinciali, ma sa che nel gruppo italiano questo è terreno minato».
Le critiche. Monitora la situazione anche Guido Margheri (Sel), che accusa: «Una cosa è realizzare una riqualificazione della spesa per la cultura, creando risparmi virtuosi, progetti comuni, collaborazioni e sinergie, un'altra è espropriare le istituzioni culturali e il Comune affidando l'insieme della cultura ad un plenipotenziario e a una super-struttura, una sorta di Alto Adige Marketing della cultura che fa il bello e il cattivo tempo».
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