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MERANO. Riconoscimento più autorevole era difficile pensarlo. All’opera dell'Accademia di Studi italo-tedeschi di Merano è giunto l'apprezzamento pubblico del presidente Giorgio Napolitano nella sua recente visita in città, quando è intervenuto sul tema di valori come bilinguismo e biculturalismo.
«Napolitano sa - spiega l'ambasciatore Luigi Vittorio Ferraris, presidente dell'Accademia - che questa istituzione fin dal 1949, quando è stata fondata per iniziativa di un gruppo di professori di Merano di lingua italiana e tedesca, ha incoraggiato il bilinguismo (che allora non esisteva), e ha favorito la reciproca conoscenza tra i due mondi linguistici, sempre inserendola in un contesto europeo. Ricordo a questo proposito i primi corsi di lingua tedesca, le centinaia di borse di studio concesse agli studenti e ai ricercatori che desideravano approfondire le conoscenze delle due aree linguistiche, le numerose iniziative realizzate con i più noti professori universitari, e i 54 volumi pubblicati. In tutto questo, bilinguismo per noi non significa soltanto che siano presenti le due lingue, ma che esse si parlino a vicenda, senza compromessi al ribasso».
In quale direzione si svolgerà il vostro futuro impegno, anche alla luce dei tagli ai finanziamenti?
La strada che vediamo è quella della formazione e della ricerca in alcuni campi delle scienze umane, in cui vantiamo una tradizione, in collaborazione con varie università e con studiosi di diversi paesi, ma anche in dialogo con il territorio. Attualmente, però, la situazione è molto precaria a causa dei tagli nei finanziamenti pubblici, per cui mancano i fondi per le spese ordinarie di gestione. Non è più garantita quella base necessaria senza la quale non si possono nemmeno cercare finanziamenti per le singole iniziative. Molti lavorano gratuitamente, eppure quest’anno abbiamo già dovuto rinviare un seminario proprio sulla crisi finanziaria. Le idee sono molte, ma siamo fermi.
L'Università di Bolzano ha già due sedi distaccate, a Bressanone e a Brunico. Merano, per il suo retropalco storico-culturale e per la sua dinamicità intellettuale, non meriterebbe un eguale trattamento?
Sebbene non esista un “diritto a essere sede universitaria”, Merano ha indubbiamente le carte in regola per ospitare una struttura di livello universitario internazionale. So che sono in molti a pensarlo, e a considerare una simile presenza un’importante opportunità di sviluppo per la città. Ricordiamo che Merano è, per tradizione e popolazione, all’interno dell’Alto Adige, la città ponte per eccellenza tra le culture italiana e tedesca.
I finanziamenti provinciali per la cultura, a parere vostro, sono correttamente indirizzati?
Se di contraddizioni si può parlare, forse sta nel fatto che si è favorito il nascere di molte iniziative e associazioni che non sarebbero nate se non vi fosse stata quella disponibilità finanziaria. Ora che la congiuntura impone una maggiore attenzione nelle spese, è forse il momento di valorizzare maggiormente, accanto ad alcune grandi realtà, quelle istituzioni nate spontaneamente e per autentica passione e competenza dei singoli e dei gruppi, e attive già da lungo tempo. E’ giusto abbandonare l’effimero. Guai però a scambiare il pensiero, che non porta utilità immediata, con l’effimero. Senza pensiero, l’azione è cieca. L’Accademia è un luogo ideale per coltivare, soprattutto nei giovani, un pensiero capace di progettare il futuro. In questo campo, molto si può fare con risorse relativamente esigue. Basta comprenderne l’urgenza.
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