BOLZANO. Il Comitato Bolzano Sicurezza sulla propria pagina Facebook ora ha pubblicato il suo protocollo sulla sicurezza, «consegnato al prefetto, recapitato al sindaco (in attesa di parlarne di persona) e al questore».

Il protocollo è assai articolato e prevede: «Sgravi fiscali (per quanto possono Provincia e Comune) per vittime di reati violenti; difesa legale gratuita (attraverso l'avvocatura comunale) per le vittime di reati; telecamere con monitoraggio h 24 da parte degli agenti di polizia municipale (usando le costosissime già presenti per la Ztl) almeno nel fine settimana; addestramento della polizia municipale (che oggi è già armata e addestrata al tiro) per renderla operativa anche in turni notturni (non solo per autovelox o multe); creazione di una rete fra le polizie municipali della Provincia per favorire le indagini sui nuovi residenti senza mezzi di sostegno; costituirsi parte civile da parte del Comune contro vandali e violenti; usare lo strumento dei fogli di via verso cittadini nullafacenti e violenti; inserire requisiti di fedina penale e certificato di carichi pendenti "puliti" prima di dare contributi o sostegni sociali, dalle case comunali, Ipes a contributi di ogni genere; penalizzare chi ha commesso reati contro il patrimonio o la persona (i casi da recuperare andranno in altra graduatoria e in altre strutture); avviare una campagna informativa volta a sensibilizzare le persone a collaborare con le forze di polizia; stop all’accattonaggio di ogni genere (non è quello il modo corretto di fare la carità) che concentra gentaglia in città; punizioni severe per chi sfrutta animali o minori a tale scopo; verificare il possesso di mezzi di sostentamento prima di accogliere le richieste di residenza; verifiche annuali per i primi 5 anni di residenza sull'effettiva abitazione (si segnalano casi di parenti di residenti che trasferiscono la residenza e tornano a vivere in quella precedente per poi tornare qui solo dopo 5 anni, avendo maturato i diritti per i contributi); verifiche costanti e ripetute nei domicili degli autori di reati sulla loro capacità di sostentamento; più controlli sugli autobus serali». Se il Comune non dovesse intervenire seriamente, «i bar potrebbero attuare delle proteste». Tipo «non fare usare il bagno a turisti, mendicanti e altro indirizzandoli tutti in municipio; vietare l’affissione di poster o flyer delle manifestazioni del Comune o dove esista il patrocinio; vietare ai venditori di rose l'accesso; mettere un cartello che ai politici della giunta verrà applicato un prezzo 10 volte superiore da destinare in beneficenza; non pagare il suolo pubblico, visto che non è garantita la sicurezza». Si conclude scrivendo: «Siamo in contatto con la segreteria del sindaco per concordare un incontro e illustrare i punti del protocollo di sicurezza e sottoporre l'offerta di prova gratuita di una telecamera Hd».©RIPRODUZIONE RISERVATA