BOLZANO. «Non è più Bolzano». Commenta così, senza tanti fronzoli, una neo pensionata che ben conosce la zona di piazza Ziller dai tempi dell’allora Fiera e del palazzetto del ghiaccio.

Perché se ai tempi che furono, quando si era forse ultrasensibili, si era maldigerito l’arrivo della cosiddetta Alcatraz – la scuola professionale i cui studenti oggi al massimo si limitano a lordare un pochetto la piazza di giorno, abbandonando a terra qualche cartoccio a ora di pranzo – per il resto ci si è dovuti ricredere.

Erano tempi d’oro, quelli. Adolescenti da redarguire. Perché adesso, fra accattonaggio molesto, furti al supermercato, spaccio, drogati, ubriachi e via dicendo, la situazione è drasticamente peggiorata. E girare qui non è piacevole.

Dal lunedì al venerdì, di giorno va un pochettino meglio. La recente apertura del brattaro genera un minimo di controllo sociale. Funziona ancora il sabato mattina. Poi, non funziona più. Né la sera né il weekend.

Gli ottimisti fanno notare che la ex cabina telefonica, oggi destinata allo scambio libri, funziona. Ma è sufficiente farsi un giro il sabato pomeriggio, per strabuzzare gli occhi.

E, si badi, non è questione di stranieri. Perché, per dirne una, la piazza, in una sua piccola parte, è ancora il regno pacifico delle badanti moldave o rumene, che qui si ritrovano, si sarebbe detto un tempo, a fare filò.

E non è nemmeno il caso dell’area giochi, frequentata da tranquilli genitori e bimbi di ogni nazionalità. È tutto il resto, a non funzionare affatto.

Decine di lattine di birra gettate a terra. Nelle aiuole, bottiglie di gin vuote. Un ubriaco, in pieno giorno, rompe noci tramite una delle numerose bottiglie di birra vuote a disposizione, incurante di danneggiare la panchina.

E difatti, numerose sedute risultano mancanti di assi: bucate. Le aiuole sono un immondezzaio. Cumuli di vestiti abbandonati a terra vicino alle uscite del park interrato.

L’isola ecologica con ammassi di sacchetti a terra è nulla. Come pure i graffiti. Chi abita sulla piazza, suo malgrado, è in grado di raccontare per filo e per segno come ci si fa di crack o di eroina, perché lo vedono dai balconi.

I clienti del supermercato raccontano come accadano episodi del genere: «In una corsia vedi gente che riempie lo zainetto di merce rubata, si accorgono che li guardi ma non fanno una piega; alla cassa segnali la cosa alle commesse, che si guardano bene dall’intervenire; troppa paura, e poi, dal punto di vista legale, puoi intervenire e bloccarli solo se suona l’antitaccheggio. La maggior parte della merce, però, ne è sprovvista».

I clienti capiscono benissimo, ma chi è onesto ci rimane male.

Nel parcheggio interrato, poi, ai piani inferiori come nel resto degli interrati in zona, la sera, ma ormai anche di giorno, succede di tutto. Il minimo è che vengano utilizzati come latrine.

Ma c’è pure chi racconta che, qualche tempo fa, hanno occupato un box auto. «Scendi in garage e ti accorgi che ci dormono dentro, in sei. Che fai, sei contro uno? Scappi».

Anche qui, come in numerose altre zone della città, si invoca una maggiore presenza delle forze dell’ordine, almeno dei vigili urbani.

Ci si aspetta che abbia un seguito concreto la promessa, da parte della giunta comunale Corrarati, della reintroduzione in servizio del vigile di quartiere. Si attende la presentazione del progetto riguardo al controllo di vicinato nei rioni.

Un fatto è certo: c’è disagio, insofferenza, timore. È venuto meno il piacere di passeggiare, di fermarsi a fare due chiacchiere, di fare la spesa in santa pace.
E i bolzanini sembrano averne decisamente le tasche piene.
Qui come altrove.