BRUNICO. Riscone non ospiterà più il ritiro della Roma. Ma non per questo rinuncerà al grande calcio estivo, quello dei ritiri. Anzi, è pronta a rilanciare alla grande. «Finito il contratto con i giallorossi - spiega Martin Huber, presidente dell’Associazione turistica - abbiamo deciso di non rinnovarlo. L anostra è una scelta solo ed esclusivamente di opportunità turistica. Dopo cinque anni di consolidamento del mercato romano, ora guardiamo verso altre regioni».

La formula funziona, i ritorni dal punto di vista di immagine ed economici sono notevoli «e per questo - aggiunge il sindaco di Brunico Tschurtschenthaler - puntiamo ancora più in alto. A Riscone l’estate prossima ci sarà qualche altra squadra tra le più titolate. Ancora non si sa quale».

A guidare la scelta è come sempre il ritorno dal punto di vista turistico. «Sa, noi possiamo vantare ottime strutture e un paesaggio perfetto - spiega il presidente Huber - quindi non dobbiamo fare molta fatica a convincere le società sportive. Anzi, le dirò di più: siamo nella condizione di poter scegliere noi e a noi interessano i mercati turistici. Per questo la scelta la faremo con questo preciso obiettivo. L’unica cosa certa è che saranno società di prima fascia in Italia: Juventus, le milanesi, la Fiorentina; ma saranno anche il top della massima serie inglese e di quella tedesca. Il Bayern? No, quello è già sotto contratto in Trentino, ma ci sono altre squadre top».

Il presidente non fa nomi, «c’è tempo ed è prematuro. Però abbiamo già avuto diversi manager in sopralluogo e tutti ci hanno detto ok. Ma ora tocca a noi scegliere. Alcune società vogliono definire presto, ma di solito c’è tempo fino a febbraio o marzo per firmare il contratto».

Obiettivo per niente nascosto è quello di portare a Riscone più di una squadra. «Il nostro mercato estivo è ancora sostanzialmente italiano, quindi puntiamo a quelle squadre e quelle regioni che hanno un grande bacino di utenza. Ma va bene anche il mercato dell’Est: per questo vorremmo avere qui una nazionale di quell’area per il ritiro pre mondiale. Ora vediamo come andranno le qualificazioni».

Viene da pensare che l’Associazione turistica abbia un fondo illimitato per richiamare il grande calcio. «Non è vero, perché non tutte le squadre si fanno pagare. Quelle italiane sì perché sanno benissimo che hanno un seguito di tifosi importante, quindi chiedono una “fetta” del ritorno economico di una località. Ma in molte situazioni noi ci troviamo nella condizione di poter scegliere, quindi non è solo una questione di soldi da sborsare. La Slovenia, quando venne nel 2010, si pagò il ritiro».

L’addio alla Roma avviene senza rimpianti: «Con questa squadra abbiamo consolidato un mercato turistico importante: dai primi ritiri giallorossi, molti “romanisti” sono tornati in vacanza anche senza la presenza delloro squadra del cuore».

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