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BOLZANO. Roma blocca il manifesto dell’Heimatbund che dichiara «Il Sudtirolo non è Italia». L’annunciata affissione di mille manifesti nella capitale si scontra contro il veto del Comune di Roma. Ma non è finita qui, perché l’associazione dei separatisti sudtirolesi si è rivolta ad un avvocato.
Secondo Hartmuth Staffler dell’Heimatbund, il Comune di Roma avrebbe respinto la richiesta di affissione con la motivazione che il contenuto del manifesto risulterebbe «non veritiero» ed in contrasto con l'articolo 118 della Costituzione Italiana. «Questa motivazione è sbagliata nella sostanza e non ammissibile dal punto di vista formale», sostiene l’Heimatubund, che ha incaricato un avvocato di Bolzano di procedere contro il Comune di Roma e di fare valere il diritto di libera espressione. «L'avvocato ha già mandato una lettera al Comune, ricordando che nel Decreto legge n. 507/1993, che disciplina le affissioni, e nelle successive delibere comunali di Roma non sono state introdotte possibilità di controllo», si legge in una nota. All'Ufficio affissioni non spetterebbe quindi una valutazione nel merito rispetto a quanto affermato sul manifesto. L’Heimatbund chiede pertanto all'Ufficio affissioni del Comune di Roma l'annullamento, in sede di autotutela, del rigetto. Se l'ufficio non terrà conto di questo invito, l'Heimatbund si vedrà costretto ad adire anche le vie legali, si legge nella nota.
I mille manifesti nella capitale, simili a quelli in tedesco tante volte affissi dalla Sütiroler Freiheit («Süd-Tirol ist nicht Italien») erano stati annunciati nei giorni scorsi. In novembre, questo era stato l’annuncio, il movimento farà affiggere a Roma i manifesti «Questa azione è assolutamente necessaria», aveva spiegato il portavoce Roland Lang, «La rappresentanza politica del Sudtirolo a Roma dà infatti l'impressione agli italiani che il Sudtirolo si sia rassegnato all'appartenenza all'Italia e che voglia solo ottenere qualche privilegio. In realtà la maggioranza dei Sudtirolesi non ne vuol sapere dell'Italia». La vicenda finisce a carte bollate. E intanto Roland Lang è secso a Roma per farsi fotografare con il manifesto davanti al Colosseo e al Vittoriano.
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