BOLZANO. Notevole preoccupazione fra i medici del San Maurizio. Secondo uno studio sui costi di gestione dei ricoveri ospedalieri, commissionato dalla Provincia, alcuni reparti risulterebbero sottoutilizzati rispetto al numero di prestazioni erogate: potrebbero costare meno ed essere più efficienti, specie le sale operatorie. L'Asl non smentisce. Zerzer e Fabi: «Dove si evidenzieranno inefficienze, riorganizzeremo». Dello studio, al San Maurizio, si mormora da giorni, ma solo pochi hanno avuto il privilegio di tenerlo in mano e poterlo approfondire. Se ne mormora soprattutto per le eventuali possibili riorganizzazioni interne ai reparti, i cui primari sarebbero già stati convocati dai vertici ospedalieri per rendere conto delle presunte inefficienze. Come precisa lo stesso curatore, lo studio è stato commissionato dalla Provincia al veneto Alberto Pasdera, docente e consulente di management sanitario. Si tratta di uno dei massimi esperti italiani in misurazione dei costi delle attività sanitarie; ha progettato e realizzato sistemi di determinazione dei costi per prodotto sanitario e dei rispettivi standard per gli ospedali di numerose regioni italiane. Tradotto, Pasdera si occupa di studiare gli indicatori di efficacia ed efficienza in campo ospedaliero per focalizzare tre aspetti: quanto costa effettivamente al sistema sanitario una determinata prestazione erogata; quanto dovrebbe costare, ovvero qual è lo standard di riferimento cui si dovrebbe tendere; e, infine, se la tal prestazione costi tanto o poco rispetto allo standard e per quale motivo. Insomma si tratta di un controllo dei costi di tipo strategico, volto a costruire un sistema senza sprechi, efficace ed efficiente sia dal punto di vista sanitario che da quello economico. La Provincia, assieme ad altre sette regioni, è membro del Network italiano sanitario per la condivisione dei costi standard, nato nel 2009 con la finalità di determinare, attraverso i costi effettivi di ogni singola prestazione, per l'appunto un costo standard con cui confrontarsi, per elaborare strategie di miglioramento volte al recupero dell'efficienza. A tale scopo, per la prima volta la Provincia ha commissionato questo studio a Pasdera, che lo ha effettuato sulla base dei dati riguardo al 2009. Sui risultati per il momento c'è notevole riserbo. Pasdera rispetta la consegna del silenzio voluta dalla committenza, ma spiega che l'analisi è già stata portata a termine e i risultati sono stati controllati e certificati nella loro validità dal Network italiano cui si è accennato sopra. L'Asl unica è la 21esima in Italia ad aver consegnato i dati. I vertici sanitari provinciali, invece, svicolano. Umberto Tait, direttore del comprensorio di Bolzano, si limita a un laconico: «Lo studio non ha riguardato solo Bolzano ma tutte le strutture ospedaliere provinciali. Al momento i dati sono in fase di approfondimento. Troppo presto per commentarli, ma comunque non parlerei di sottoutilizzi di certi reparti». Florian Zerzer, capo ripartizione sanità, è sulla stessa lunghezza d'onda: «Lo studio esiste, ma ora non è il caso di fornirne particolari. Al momento attuale non avrebbe senso, perché i risultati devono essere omogeneizzati. Non si possono paragonare strutture differenti fra loro». Per questo, a Bolzano il direttore sanitario Pitscheider e il direttore del comprensorio Tait stanno lavorando per tentar di ripulire i risultati. Li spurgano per renderli omogenei e confrontabili. «Quando questo lavoro sarà terminato - conclude Zerzer - facendo i confronti potremmo arrivare a dire: questo reparto ci costa il 30% in più dello standard e rende meno. Allora studieremo cosa cambiare, come sistemare le cose. Lo faremo di sicuro, ma solo quando saremo in possesso di tutti gli elementi». Il direttore generale dell'Asl Andreas Fabi, invece, precisa: «In questo periodo stiamo elaborando coi primari i budget dei reparti e, in questo senso, lo studio Pasdera ci può aiutare. Quando i dati ricavati saranno definitivi, andremo a vedere quanto spende un reparto; verificheremo se spende troppo, se è inefficiente. Misureremo personale medico, infermieri, ore di straordinario, tutto. «È vero - risponde Fabi a precisa domanda - dallo studio emerge che le sale operatorie sarebbero sottoutilizzate». (da.pa e f.v.)

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