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BOLZANO. Sempre meno bambini sulle piste da sci. A lanciare l'allarme è il Techno Innovation South Tirol, che avvia un programma di sensibilizzazione «per riqualificare gli sport invernali». Il fenomeno, accentuato dalla crisi economica, sta mettendo alle strette impiantisti e maestri di sci, i quali si stanno inventando l'impossibile per riuscire se non ad incrementare, almeno a non veder drasticamente crollare il numero di piccoli pistaioli. Se resistono le settimane bianche, ma lì si tratta quasi solo di stranieri e turisti di altre regioni italiane, una flessione palese si avverte per le puntate domenicali, dove a pesare molto sono le spese di viaggio e vitto, compresi, è ovvio, mamma e papà. Un vero crollo si registra poi per le gite sulla neve da parte delle scuole: ormai stanno letteralmente scomparendo. I motivi del fenomeno sono complessi e variegati. Li spiegano il presidente degli impiantisti altoatesini Siegfried Pichler e il direttore del Dolomiti Superski Franz Perathoner, che ufficialmente smorzano, glissando sulle cifre, parlando di flussi costanti, ma al contempo elencano una infinità di contromisure intraprese per necessità. Prima i motivi. Intanto, c'è la crisi economica. A dire il vero, finora il turismo altoatesino resiste, ma è più per merito dei forestieri che non dei locali. Poi, c'è la demografia: il tasso di natalità degli autoctoni è basso. Mentre i figli degli immigrati, in media, non hanno la cultura dello sci. Per quanto riguarda le gite scolastiche, il crollo è palese e, almeno gli impiantisti, se lo spiegano con la questione della responsabilità. Troppe grane, al giorno d'oggi, a portare i ragazzini a sciare, con tutto quello che può succedere. Proprio considerando la questione sicurezza, il Tis ha lanciato il programma "Bambini sicuri sulle piste". «Sciare, fare snowboard e slittare non sono sport più pericolosi di altri ma vengono percepiti come tali» recita una nota Tis. «Circa 1,5 miliardi di euro vengono investiti in Alto Adige grazie agli sport invernali, ma sempre meno bimbi e giovani imparano a sciare. Altre offerte per il tempo libero minacciano di soppiantare gli sport invernali». Come si corre ai ripari? Stamane, Carezza Ski sarà in piazza Municipio per promuovere la stagione invernale per i bimbi. A Obereggen lo stagionale per gli under 10 costa solo 70 euro. Lo skipass per chi va in gita scolastica costa - udite udite - 10 miseri euro. Infine, gli impiantisti premono per la settimana corta a scuola - il sabato, tutti a sciare - e soprattutto per l'allungamento del calendario scolastico: si inizia prima a settembre, si finisce dopo a giugno. Così, in mezzo, ci scappa una settimanella invernale da dedicare alle vacanze sugli sci. Addirittura, si è chiesto al ministero dell'istruzione uno sfasamento, fra le varie regioni, delle vacanze invernali. Così, non ci sarebbe la ressa e le piste sarebbero più invitanti.


