PHOTO
BOLZANO. Quando inizierà il prossimo anno scolastico? Secondo la nuova delibera si partirà il 5 settembre, una settimana prima del solito. Ma l’ordinanza del Tar che ha sospeso quella delibera per i due istituti comprensivi Merano I e Merano II ha come conseguenza, tra le altre, che per quelle scuole la prima campanella suonerà il 10 settembre. L’assessora Kasslatter Mur afferma che la sentenza riguarda solo la settimana corta e quindi anche a Merano dovranno iniziare il 5, ma a rigore l’ordinanza sospende l’intera delibera. Tra Provincia e intendenza si è già aperto un dibattito. Per altro nel ricorso si segnalavano anche i problemi legati alle vacanze più lunghe a Ognissanti, collegate all’inizio anticipato, quindi sembrerebbe che la sospensiva riguardi anche il calendario. D’altra parte la facoltà della Provincia di decidere sul calendario al posto delle scuole è stato inserita nella legge finanziaria che resta in vigore. Dalla sovrintendenza per ora è arrivato un invito ai due istituti di attendere, prima di stendere nuovi calendari, un’eventuale nuova delibera della giunta, che potrebbe parificare l’inizio della scuola a quello del resto della provincia.
La situazione è aggrovigliata. E rischia di diventarlo ancora di più se l’8 maggio il Tar accoglierà (cosa non scontata) la sospensiva chiesta dai sindacati per tutte le scuole della provincia. E a quel punto? «Non sappiamo nemmeno quali norme andrebbero applicate, perché la vecchia delibera è stata abrogata», dice l’intendente tedesco Peter Höllrigl (ma l’avvocato Mazzei ribatte: «È stata sospesa la norma che abrogava la precedente, quindi l’abrogazione non c’è più»). Ma soprattutto, aggiunge l’intendente, «dal 23 gennaio le scuole lavorano per riorganizzare il calendario immaginando di partire il 5. Modificare a maggio l’inizio scuola e le ferie sarebbe un disastro». E anche l’assessore Christian Tommasini su questo è cauto: «La sentenza del Tar risolve il problema di Merano, che era il più urgente. Resta la questione di principio sull’autonomia delle scuole, ma possiamo anche immaginare di sospendere la delibera solo sulla parte della settimana corta e lasciare l’inizio anticipato».
Ma i sindacati ribattono: «Rimandare di una settimana l’inizio della scuola farebbe felici tutte le superiori, che hanno problemi enormi con gli esami dei debiti scolastici. E le altre scuole hanno la capacità di riorganizzarsi». E la sovrintendente Minnei: «Per tutte le scuole è difficile partire il 5, ma anche cambiare ancora i calendari non sarebbe semplice, anche se siamo professionisti e ci riusciremo». Insomma, comunque la si giri non sarà un’estate normale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA


