MERANO. Non saranno solo licei e ragionerie italiane a mantenere la settimana scolastica su sei giorni di lezioni, sabato compreso. L'altro giorno, con un voto che ha sorpreso lo stesso preside Martin Holzner, il consiglio d'istituto che raggruppa i licei classico e Josef Ferrari - ora accomunati sotto il nome di “Gymme” - si è schierato per mantenere la settimana lunga. Dieci rappresentanti dei 14 che compongono l'organo di gestione della scuola, hanno votato per la settimana lunga, sposando il particolare la tesi sostenuta dagli studenti. Il Gymme era l'ultimo istituto che doveva esprimersi entro la fine del mese di maggio.

«Si tratta di una decisione - spiega il preside Martin Holzner - che è arrivata inaspettata anche per me. Nei colloqui che nelle scorse settimane avevo tenuto con i vari rappresentanti di genitori, insegnanti e alunni era emersa una maggioranza favorevole alla settimana corta. Al momento del voto, evidentemente qualcosa è cambiato. La scelta di non scendere su cinque giorni di lezioni alla settimana per noi non è il problema, manterremo un modello che già da anni portiamo avanti».

Scuole italiane. Il “Gymme” andrà a fare compagnia ai licei e alle ragionerie Gandhi, che già da tempo si erano espressi in maniera netta per il mantenimento dei sei giorni di lezioni alla settimana. Il consiglio d'istituto guidato dal preside Riccardo Aliprandini aveva detto sì alla settimana lunga con 12 voti favorevoli, uno contrario, mentre il quattordicesimo membro del consiglio non era presente. Su sei giorni rimarranno anche le medie italiane (che comunque cominceranno l’anno scolastico in linea con le altre), ma grazie all’intervento del Tar dietro ricorso presentato dai genitori.

Liceo Einstein. Gli istituti superiori favorevoli alla settimana con 6 giorni di lezioni avrebbero però potuto essere tre. Allo scientifico tedesco Einstein, pur se la maggioranza dei membri del consiglio d'istituto si è schierata per i sei giorni, non è stato raggiunto d'un soffio il quorum richiesto dalla legge di riforma scolastica dell'assessore Sabine Kaslatter Mur, che prevedeva per restare sui sei giorni una maggioranza qualificata dei due terzi. L'istututo guidato dal preside Josef Oberstaller ha votato 9 a 5 per la settimana su 6 giorni, quando sarebbe servito un 10 a 4. Determinanti nella scelta gli insegnanti, che per gran parte hanno scelto la settimana corta. Alle Fos di piazza Mazzini la maggioranza del consiglio d'istituto si è schierata per le lezioni su 5 giorni con un voto di 8 a 6 per la settimana corta.

Ragionerie. All'istituto diretto dal preside Ferdinand Patscheider il consiglio ha espresso una maggioranza bulgara a favore della settimana corta. Su 14 presenti in 14 hanno votato per la modifica. Invariato invece il programma di lezioni per gli istituti professionali e alberghieri, dove da sempre la settimana di lezioni è organizzata sulle cinque giornate.

I cinque consigli d'istituto chiamati a votare sono composti da 14 persone: preside, segretario, sei professori, tre genitori e tre alunni. In una nota a firma di Daniela Rossi, vicesegretaria provinciale del Pd, saluta con soddisfazione la scelta del Gymme. «La scuola ha privilegiato - scrive Rossi - la didattica e l'offerta formativa mantenendo le lezioni come già impostate in passato. Siamo anche di fronte a un segnale di rispetto nei confronti dell'autonomia scolastica, che non va maltrattata. L’offerta scolastica deve essere coerente con le risorse, la vocazione e l’ambito territoriale».

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