BOLZANO. Come fare ad allungare di una settimana il calendario scolastico, mantenere per i docenti un carico di lavoro di 20 ore (per medie e superiori) o 22 ore (alle elementari) a settimana e contemporaneamente non aumentare il monte ore totale? Quasi impossibile. E infatti sindacati e intendenze scolastiche si sono incontrati già tre volte per cercare di risolvere la questione. Senza riuscirci. È uno dei nuovi nodi del nuovo calendario scolastico. «I tecnici hanno scritto la norma chiusi nei loro uffici, senza avere idea di come funziona una scuola nella quotidianità. E hanno partorito un rebus», dice Stefano Fidenti della Cgil. La soluzione di questo rebus sarà probabilmente delegata alle singole scuole. «Come se non avessero altro da fare che ulteriori riunioni e tabelle...», commenta Donatella Califano della Cisl scuola.

La riforma per ora non sarà congelata, come invece chiedeva l’assessore alla scuola italiana Christian Tommasini dopo la sentenza del Tar sul caso di Merano. «Tommasini non è un supergiudice - ribatte Durnwalder -, il Tar ha solo concesso una sospensiva per due scuole di Merano. Aspettiamo il nuovo ricorso». Insomma la giunta conferma la sua delibera: si inizia la scuola il 5 settembre e ci sarà la settimana corta per tutti tranne che per le superiori che hanno scelto diversamente.

Ma l’applicazione della delibera si sta rivelando molto complicata. Uno dei punti irrisolti riguarda proprio il carico di lavoro degli insegnanti. L’assessora Kasslatter Mur aveva detto fin dall’inizio che i docenti non avrebbero lavorato di più (almeno per il 2012/2013; dall’anno dopo si vedrà con una nuova contrattazione). Ma l’aumento di una settimana di lezione rende complicato mantenere intatto il monte ore totale dei docenti. La Provincia aveva proposto alcune soluzioni. La prima: la riduzione del 2,5% dell’orario di insegnamento settimanale, ma i sindacati l’hanno respinta perché non concretamente applicabile. La seconda: introdurre il concetto di monte ore annuale, ma anche in questo caso i sindacati si sono opposti temendo che il docente possa perdere il controllo su quanto effettivamente lavorato, e quindi sfondare sistematicamente il tetto. La Provincia da parte sua ha respinto la proposta sindacale di ridurre di un’ora il monte ore settimanale e creare un pacchetto di ore a disposizione della scuola. Insomma stallo totale. Così ieri è arrivato in giunta un promemoria che ribadisce che i docenti avranno lo stesso obbligo di insegnamento dell’anno scorso. E che a risolvere la questione dovranno essere le scuole, se non si troverà un’intesa. Sempre che l’8 maggio il Tar non conceda ai sindacati la sospensiva dell’intera delibera.

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