BOLZANO. Il primo passo è fatto. I consiglieri regionali hanno approvato ieri la mozione sul taglio alle indennità dal primo gennaio 2012 (290 euro netti, più blocco degli aumenti Istat) e il passaggio dalla prossima legislatura al sistema contributivo anche per i consiglieri con più legislature alle spalle. Che fatica però. Tutti i gruppi di maggioranza e opposizione, con le sole eccezioni dei contrari Donato Seppi (Unitalia) e Bruno Firmani (Idv), si sono dichiarati a favore del provvedimento. Molti hanno precisato di appoggiare la mozione a malincuore, perché le misure sono troppo leggere, che «ben altro» si dovrebbe fare... Anche la Lega ha garantito che avrebbe votato sì, però Mario Casna (Lega) ha chiesto e ottenuto il voto segreto. A quel punto via libera ai franchi tiratori, di maggioranza e opposizione. A urne aperte quindi i conti non tornano: 34 sì, 24 no, due schede bianche e una nulla. Abbastanza per l'approvazione, ma la presidente del consiglio regionale Rosa Thaler Zelger (Svp) si sfoga: «Visto? A parole tutti a dire che bisogna tagliare, che anzi la nostra proposta è troppo debole. E poi si chiede il voto segreto per affossare tutto». Oggi il secondo round, perché Rosa Thaler Zelger mira a inserire nella legge finanziaria regionale, in votazione oggi, gli emendamenti su almeno due provvedimenti: il taglio dei 290 euro dalla diaria non tassata e il blocco dell'Istat, «in modo che a fine legislatura, contando anche gli interventi del 2008, ci sarà una riduzione del 25% netto dell'indennità». E' stata la Lega a chiedere il voto segreto, ma la manovra è stata concordata con altri. Nella stessa Svp ammettono che i «no» sono stati trasversali. Già a metà pomeriggio Riccardo dello Sbarba (Verdi) fa sapere: «Avevamo intenzione di astenerci, perché le nostre proposte sono più incisive, ma qui c'è qualcuno che vuole fare saltare tutto e allora voteremo a favore». In modo trasparente invece nella seduta dei capigruppo ci si è chiesti se fosse il caso di varare provvedimenti ora, visto che il governo ha già annunciato misure sulle indennità. Giorgio Lunelli (Upt) anticipa: «Vorrà dire che interverremo nuovamente. Intanto facciamo». Tra gli impegni contenuti nella mozione, oltre al taglio dell'indennità, anche «misure di contenimento dei costi per gli assegni vitalizi e delle spese per il trattamento di missione dei consiglieri». I risparmi verranno indirizzati al fondo di bilancio per la famiglia. La misura sul trattamento previdenziale contributivo, già in vigore per i neo eletti, comporterebbe dalla prossima legislatura un cambio di status per i consiglieri «anziani», che hanno maturato il diritto al vitalizio da riscuotere a 60-65 anni: la cifra del vitalizio si congela a quanto maturato finora e in caso di rielezione anche questi consiglieri passeranno al contributivo. Nessuno si è vantato di un taglio drastico ieri, ma di un provvedimento non più rinviabile. Rosa Thaler Zelger: «Anche noi consiglieri dobbiamo dare un contributo in questo momento di crisi grave. Trovare il consenso è stato difficile, ma sono contenta di quanto abbiamo adottato». Rodolfo Borga (Pdl) ha dichiarato «non possiamo sottrarci». Di questo tenore l'intervento anche di Bruno Dorigatti (Pd): «Non possono esserci doppie velocità nel Paese». Ulli Mair (Freiheitlichen) ha annunciato il «sì», chiedendo alla Svp di insistere per portare le competenze sulle indennità in consiglio provinciale, «vogliamo allontanarci dalla Regione». Firmani ha spiegato che non avrebbe votato perché il taglio è leggero. Casna si è lamentato perché restano intatte le indennità degli assessori. Seppi ha rincarato ricordando i costi ingenti del consiglio trentino e della giunta altoatesina, parlando di «buffonata». Mario Magnani (Misto) è sbottato: «Sento tanti distinguo. Siamo d'accordo o no che dobbiamo tagliare?».

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