MERANO. A volte ritornano. A fianco dei bagnini, a garantire il rispetto delle regole al Lido comunale sono ricomparsi i vigili urbani. Già, proprio loro: e se per i giovani è stata una novità, per chi ragazzo non l’è più vedere quell’uomo in divisa aggirarsi fra le piscine è stato un tuffo nel passato.

La presenza del vigile al Lido è figlia di un accordo fra Meranarena, la società di gestione, e la polizia municipale: un segno di accresciuta attenzione all’indomani del profondo lifting cui è stato sottoposto lo stabilimento, ma anche in vista del previsto incremento delle affluenze proprio in seguito dell’appeal sprigionato dal rinnovamento. Potere attrattivo del quale è stato sintomatico l’affollamento di martedì, giorno di festività premiata dal cielo estivo. Più bagnanti, più occhi per garantire la sicurezza: ed ecco così che i vigili daranno il loro contributo, nelle giornate di maggiore frequenza, con un paio di ronde. Con i bagnini più concentrati su quanto avviene in acqua, gli agenti potranno prestare le loro attenzioni soprattutto al prato e ai solarium. Bracciate e bagni di sole in tranquillità, insomma. E un vago senso di amarcord, di memoria che risale ai tempi in cui la presenza del vigile era la norma, sino alle fine degli anni Settanta. È un viaggio nei costumi e nella storia meranese rievocarne le funzioni e gli atteggiamenti, ricostruiti per altro in un capitolo del libro sulla Merano balneare realizzato qualche anno fa da colui che oggi, di Merano, è il sindaco, Paul Rösch.

Si ricorda che sin dall’apertura del Lido - era il 1931 - vi era un vigile incaricato di far rispettare l’ordine e la moralità nonché il regolamento dell’impianto, con compiti di controllo del personale: le sui relazioni finivano all’amministrazione comunale che veniva a sapere ciò che al Lido accadeva. Si parlava di “tutela della moralità”; quanto sono cambiati i tempi. Agli inizi in divisa completa di guanti e casco o berretto, il vigile - il dress code fu successivamente alleggerito - aveva una serie di mansioni che comprendevano la medicazione, aiutato dal bagnino, di chi si feriva, la sorveglianza dei volumi delle radioline affinché non creassero eccessivo disturbo, il controllo dei confini dove qualche “portoghese” cercava sempre di intrufolarsi evitando di pagare il biglietto d’ingresso.

C’erano poi vigili e vigili: alcuni benamati dai bagnanti, altri temuti per la loro severità. Soprattutto quest’ultimi si tenevano lontani dal bordo vasca: troppo ghiotta l’occasione offerta a chi, pizzicato a contravvenire qualche regola, tramava vendetta.