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BOLZANO. Il sindacato in piazza contro la politica? È quello che accadrà il prossimo 15 novembre, fuori dal consiglio regionale. O almeno quello che dovrebbe accadere secondo la proposta della triade sindacale trentina, che sta cercando di coinvolgere Bolzano in una battaglia contro i privilegi della casta. La stessa che nelle settimane scorse ha combattuto il nostro giornale con una massiccia raccolta di firme. Dovrebbe, perché in realtà «c'è stata una fuga in avanti dei sindacalisti trentini - sbotta Michele Buonerba, segretario generale della Uil altoatesina -, su una iniziativa sacrosanta ma che deve essere concordata per passare come unitaria. Sono molto critico, insomma, sul metodo adottato. Noi a Bolzano abbiamo saputo di questa iniziativa da una semplice bozza di lavoro che mi ha girato il collega della Cgil. E poi dal vostro giornale. La Uil è d'accordo di tagliare gli sprechi della politica, ma dobbiamo arrivare a una proposta seria, concreta, da sottoporre al presidente del Consiglio regionale. Io ad esempio penso a un presidio davanti al consiglio regionale, non a una manifestazione vistosa. Anche i miei colleghi bolzanini Serafini, Sparer e Tschenett sono caduti dalle nuvole. Sicuramente troveremo una posizione condivisa, e lo faremo in tempi rapidi». Lorenzo Sola della Cgil conferma: «C'è solo una bozza ancora tutta da discutere, concordare, integrare. A Trento Cgil, Cisl e Uil avevano deciso di mettere giù un documento che Bolzano avrebbe dovuto discutere, sviluppare e poi rimettere in discussione a livello regionale il 3 o il 4 novembre. Detto questo, diciamo che sicuramente ci troveremo tutti d'accordo sulla sostanza ma che anche la sostanza andrà precisata meglio. Del resto sia la Cgil trentina sia quella altoatesina erano d'accordo di precisare le richieste da fare ai politici, proprio per evitare il solito populismo. Dobbiamo fare una proposta che sia sostenibile, ispirata al buon senso. Si può parlare dell'indennità dei consiglieri oppure dei rimborsi spesa, ora che la questione dei vitalizi è stata affrontata e praticamente risolta. È giusto che i consiglieri provinciali abbiamo un'indennità che gli consenta di lavorare a tempo pieno, ma certi sprechi si potrebbero evitare. L'indennità va garantita per evitare che solo certi potentati e i professionisti col doppio lavoro possano occuparsi di politica. Premiando poi l'impegno e punendo l'assenteismo». È un ruolo inedito, questo, per il sindacato, un ruolo che spetterebbe alle opposizioni oltre che ai mass media. «Sul piano dei diritti, il ragionamento sui costi della politica va fatto anche dal sindacato perché anche questo incide sulla società. Come chiediamo la tassa sui patrimoni, possiamo sicuramente chiedere una riduzione degli sprechi».
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