MERANO. Il valore del compendio aziendale della Merano Maia è sul tavolo del sindaco e del segretario comunale da lunedì pomeriggio. La giunta, che si è vista cancellare dal tribunale fallimentare l'accordo a tre faticosamente raggiunto con la società in liquidazione e con la Merano Galoppo, tornerà però a riunirsi solo domani mattina, con buona pace per la prima giornata di corse all'ippodromo, il 5 maggio, che a questo punto salta senza appelli. Sindaco e assessori, chi in ferie lontano da Merano, chi in famiglia, hanno forse altro per la testa che non il futuro della stagione ippica.

«La perizia non può essere accettata a scatola chiusa - commenta l'assessore Nerio Zaccaria, tra i pochi ieri mattina sul banco di comando e pronto a respingere qualsiasi accusa di scarso interesse - i beni valutati vanno controllati, la loro esistenza accertata. Giovedì mattina l'Ufficio patrimonio porterà la propria valutazione in giunta, prima non sarebbe stato possibile».

Ma a quanto ammonta il valore dei beni periziati dal commercialista Massimiliano Giuliani di Trento? L'importo dei beni che il Comune dovrebbe, in tutto o in parte, acquistare ammonta complessivamente a 433.000 euro. Novantamila sono il valore di stima del solo tondino coperto, quello che la giunta vorrebbe incamerare gratuitamente e che il tribunale fallimentare contesta. Tutti gli altri beni inventariati dalla Merano Maia valgono, per il commercialista, altri 343 mila euro. Il Comune si era dichiarato disposto a spendere, per l'acquisto del compendio aziendale, al massimo 374 mila euro, ovvero il valore risultante dai libri contabili della società, un tetto contestato anche questo dai giudici fallimentari. E sarà invece la perizia di Massimiliano Giuliani a fare da base per le nuove trattative che evidentemente giunta comunale e Merano Maia dovranno intavolare per salvare almeno una parte della riunione di primavera all'ippodromo.

L'importo più importante stimato è quello che riguarda la sala regia dell'ippodromo, 76 mila euro per una serie di impianti e attrazzature delle quali la Merano Galoppo non può fare a meno per far partire la stagione. Alla sala regia si aggiungono altri 21 mila euro di valore per l'impianto tv a circuito chiuso, che diffonde le riprese delle corse all'interno dell'ippodromo. Di sicuro è necessario avere a disposizione il fotofinish sulla linea del traguardo: il commercialista Giuliani ha valutato il fotofinish 14 mila euro. Per far funzionare casse scommesse e totalizzatore è necessario anche che vengano acquistate dal Comune le linee cassa in fibra ottica, valutate in stima 11 mila euro. Tra le altre principali voci che compongono la stima ci sono poi 8.300 euro per gli automezzi, una serie di macchine agricole, tra cui alcuni trattori datati, valutati 56 mila euro, attrezzi agricoli per 10 mila euro, arredamenti per 30 mila euro, gli arredi del bar ristorante di Borgo Andreina per 8 mila euro.

Tra le voci di rilievo infine la stima per gabbie di partenza, muletto e cavallo meccanico, altri 56 mila euro.

Le redini ora passano in mano alla giunta comunale che domani dovrà decidere cosa fare, ossia cosa acquistare, non per forza tutto a scatola chiusa. E poi dovranno intervenire di nuovo i giudici fallimentari, a questo punto la prossima settimana.

La stagione di primavera e il futuro dell'ippodromo a questo punto sono drammaticamente in bilico. Anche perchè la pazienza dell'imprenditore Giovanni Martone e dei soci della Merano Galoppo srl pare sia davvero finita.

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