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BOLZANO. Si è risolta in una disputa preliminare accesissima sull’uso della lingua tedesca nei procedimenti giudiziari (sulla base delle norme di attuazione dello statuto di autonomia) l’udienza di ieri davanti alla Corte dei Conti per il presunto danno erariale contestato dalla Procura contabile per la liquidazione di super parcelle legali per alcuni funzionari provinciali difesi (e assolti) nel processo penale per gli appalti per la scuola Max Valier a Bolzano. In sostanza il procuratore contabile Robert Schülmers contesta all’Avvocatura provinciale la liquidazione di parcelle (controllate e vidimate dall’Ordine degli avvocati all’unanimità) che avrebbero compreso i costi di due professionisti mentre in realtà la legge provinciale permette il rimborso delle spese legali sostenute per i solo avvocato. Le cifre che la Pro cura contabile ipotizza come «indebito rimborso a carico del bilancio provinciale» variano da un minimo di 499 mila ad un massimo di 992 mila euro. Ieri però, in occasione dell’udienza dibattimentale, non si è entrati nel merito delle contestazioni. Gli avvocati difensori (intervenuti per conto dei funzionari provinciali Georg Tengler, Josef March e della responsabile dell’Avvocatura Renate von Guggenberg) hanno presentato eccezioni preliminari contestando la presunta nullità degli inviti a dedurre per palese violazione delle disposizioni statutarie (di rango costituzionale) sull’uso della lingua nei procedimenti giudiziari. In sostanza, pur in presenza di convenuti di lingua tedesca, il procuratore Schülmers avrebbe notificato inviti a dedurre contenenti atti in lingua italiana (per circa un quarto del documento) non tradotti. Non si è trattato di una svista ma di una decisione ponderata del procuratore che ritiene insussistente (trattandosi di atti provenienti dal processo penale) l’obbligo di traduzione. La Corte si è riservata.©RIPRODUZIONE RISERVATA


