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BOLZANO. «Se qualcuno vuole montare la solita telenovela sulla mancata sicurezza del capoluogo, è liberissimo di farlo, ma io come sindaco devo guardare le statistiche complessive. Come Comune monitoriamo la città e ci confrontiamo con le forze dell’ordine. I dati ci dicono che la situazione non è drammatica come la si dipinge». A parlare è il sindaco Luigi Spagnolli, che commenta i numerosi episodi di microcriminalità registrati in città, da piazza Erbe, a via Resia, a Oltrisarco.
Sindaco, non si può ignorare che il questore abbia addirittura dovuto imporre la chiusura di un bar.
«Certo che no: in via Claudia Augusta il problema oggi c’è e l’intervento forte del questore è giusto. Si dovrà adottare la stessa misura ogni qual volta si verifichino delle recrudescenze, a Oltrisarco o altrove».
E per piazza Erbe, rissa, minacce, vetrine sfasciate?
«L’episodio si è verificato e non si deve sottovalutare. Però il protagonista era in evidente stato di alterazione individuale. Purtroppo queste alterazioni individuali accadono e non è che si possano prevenire. Forse, a livello di comunità, qualcosa in più però si potrebbe fare: prendere in mano il cellulare quando si verificano casi del genere, per avvertire le forze dell’ordine. In questa circostanza non è accaduto...»
Negli ultimi giorni c’è di che disorientarsi: da una parte le statistiche dicono che siamo fra le città più vivibili e al contempo registriamo recrudescenze microcriminali.
«In realtà si tratta di pochi episodi. Non possiamo far finta di nulla, ma da qui a dire che siamo in una situazione di pericolo o di rischio, ce ne corre... E comunque, nelle stesse statistiche nazionali risultiamo ai primi posti pure per quanto riguarda la microcriminalità. Questo però dipende dal fatto che qui si denuncia tutto il denunciabile e forse anche di più. Altrove non accade lo stesso».
Si potrebbe introdurre un presidio fisso, in piazza Erbe?
«I presidi esistono già, ci sono già i poliziotti che girano. Se ci fosse un posto fisso chessò davanti a Hopfen, non si potrebbe tener d’occhio ciò che accade davanti al Nadamas e viceversa».
Si potrebbe risolvere con l’installazione di telecamere. Per battere cassa ai varchi Ztl vanno bene, come deterrente per la microcriminalità no?
«In Ztl le telecamere non servono per fare multe, ma per evitare che entri chi non ne ha titolo. Servono per tutelare la sicurezza dei pedoni, che rischiano di essere investiti dai troppi mezzi non autorizzati. E poi le telecamere in giro cominciano ad esserci: sempre più esercenti privati le montano. Se io ho un locale che tiene aperto fino a tardi, con moltitudini di clienti, finanzio la mia telecamera. Non credo che i cittadini siano disposti a buttare soldi se possono farlo i privati. Ne hanno messe, ne metteranno ancora. Il Comune non può installare telecamere ovunque. E non lo si dimentichi: nelle città videosorvegliate, le telecamere permettono di individuare solo il 2% degli autori dei delitti in strada».


