PHOTO
BOLZANO. «Le famiglie possono stare tranquille. Risolveremo, se e quando si presenterà, ogni loro problema sul tempo prolungato che però al momento non intravedo». L’assessore alla scuola italiana, Christian Tommasini, è molto arrabbiato e spiega che non esiste caos, non esiste emergenza e nemmeno contrapposizione tra Comune e Provincia. La questione è una sola. Attualmente molte scuole materne bolzanine offrono il tempo prolungato fino alle 16, rispetto all'orario normale delle 14.30-15; il problema nasce dal numero crescente di famiglie che, anche nelle scuole tedesche sempre più frequentate da italiani e stranieri, chiede un servizio fino alle 17.30.
Ovvero un'ora e mezza in più che per i genitori che lavorano, ormai praticamente tutti, è una differenza enorme: può significare - a seconda del tipo di occupazione - accettare un impiego a tempo pieno oppure - da liberi professionisti - mettere in agenda uno o due appuntamenti in più.
Ma Tommasini non ci sta. «Scusate ma la questione va riportata nei giusti binari. Le segnalazioni della scorsa settimana che si sono concretizzate con lettere al giornale di mamme che chiedevano delucidazioni in merito alla mancata conferma dell'iscrizione al tempo prolungato per i loro bambini, riguardavano, a quanto mi risulta - visto che mi sono subito interessato della questione - la scuola tedesca. E non mi risulta allo stato attuale, per quanto riguarda la scuola italiana, che ci siano richieste di tempo prolungato in attesa di risposta - ho telefonato infatti in Sovrintendenza per avere gli ultimissimi aggiornamenti - se non per quelle iscrizioni tardive che solitamente vengono esaudite dopo Ferragosto». Tommasini spiega poi che «in ogni caso come già spiegato molto bene da parte dei funzionari del Comune nell’articolo uscito sull’Alto Adige di ieri - il Comune è ente erogatore del servizio, mentre spetta alla Provincia la responsabilità didattica della proposta formativa». A questo proposito l’assessore precisa come la scuola italiana abbia fatto fronte fin dalla fine degli anni Settanta ad un' offerta di tempo prolungato che è andato via via aumentando nel corso degli anni, rispondendo sempre più e meglio alle esigenze delle famiglie che lo richiedevano. «Ci siamo impegnati in maniera seria per andare incontro alle esigenze delle famiglie e dei loro bambini ed abbiamo fatto di tutto anche per risolvere i problemi delle mamme che lavorano e non accetto che la protesta di un numero di persone che si conta - forse - sulle dita di una mano e che non riguarda le mie competenze - infici un lavoro serio, puntuale e meticoloso. Se protesta c’è stata, e non metto in dubbio che ci sia stata visto che le lettere sono uscite sul giornale, non riguardava direttamente la scuola italiana». L’assessore chiude spiegando che «non gli sembra il caso di strumentalizzare una reale necessità delle famiglie confondendo quelle che sono competenze di tipo assai diverso (questioni organizzative e didattiche si devono integrare al meglio ma non vanno mescolate nelle loro dimensioni), ipotizzando oltre tutto una contrapposizione tra Comune e Provincia, tra le quali è sempre in essere grande disponibilità». Ricordiamo ancora una volta che - complessivamente - gli iscritti alle materne italiane e tedesche - in tutto 38 a gestione diretta e 6 a gestione affidata - per il prossimo anno scolastico sono 2929, di questi 824 hanno presentato domanda per il tempo prolungato. Rappresentano il 28% del totale: il 33% sono di lingua italiana, il 20% di lingua tedesca. Lo scorso anno erano 733, perché in 131 - complice probabilmente la crisi - si sono poi ritirati. Condizione indispensabile per concedere il tempo prolungato fino alle 17.30 è che, nella scuola, almeno otto bambini lo chiedano. Il costo: ai 70 euro al mese dell'orario normale (in media 7.30-8 fino alle 14.30-15), tariffa soggetta ad agevolazioni a seconda del reddito, se ne aggiungono 30 per il tempo prolungato.
©RIPRODUZIONE RISERVATA


