BOLZANO. Il rilancio del progetto di una maxi-fondazione che possa raggruppare le attività amministrative e di marketing dei diversi soggetti culturali come il Teatro Stabile, l’orchestra Haydn, la Vbb e la Società dei concerti sta animando il dibattito estivo. Piano avanzato dal direttore del Tsb Manfred Schweigkofler, ha già incassato la stroncatura da parte dell’assessore comunale alla cultura Patrizia Trincanato. Ma non incassa consensi nemmeno dal vicepresidente Christian Tommasini.
Assessore che ne pensa del piano Schweigkofler?
«Non conosco il fantomatico piano Schweigkofler e proprio per questo metto subito le mani avanti: se lo scopo fosse quello di creare una sorta di megadirettore generale della cultura togliendo autonomia ai diversi enti sarei contrarissimo. Non lo accetteremo mai e poi mai».
Viene spacciata come una razionalizzazione.
«Se invece si parla di razionalizzare le spese ben venga. Ci si sieda subito ad un tavolo fra Provincia e Comune e si faccia il punto. Mi risulta che sulla necessità di risparmi siano consapevoli anche i direttori delle diverse istituzioni. Ma bisogna capire di cosa si sta parlando».
Non è solo una questione di gestione dei conti.
«Non avrei obiezioni se si lavorasse per rendere la gestione della Fondazione Teatro più economica ed efficiente. Non avrei obiezioni se nel mondo tedesco si pensasse per esempio ad un coordinamento fra Vbb e Kulturinstitut».
Ma evidentemente per lo Stabile il discorso è necessariamente diverso.
«Sia ben chiara una cosa: l’autonomia culturale del Teatro Stabile on si tocca. Oltre ad essere una questione di autonomia culturale del gruppo italiano a cui non rinunceremo mai, è anche giuridicamente impossibile. Il Tsb è istituito con legge nazionale ed e' una delle poche istituzioni che accede anche a fondi nazionali: la sua autonomia è un elemento imprescindibile».
Ne avete già parlato in giunta provinciale?
«Su questo sono già stato molto chiaro in giunta provinciale e mi auguro che ne parlino prima o poi anche in Comune. E questo è un punto imprescindibile anche per il Pd. Ci sono poi istituzioni culturali che sono patrimonio di tutti i gruppi linguistici e che vanno tutelate, penso per esempio alla Haydn e su queste occorre discutere insieme. È inaccettabile che su temi delicati come questi girino fantomatiche proposte non previamente discusse con i legittimi rappresentanti politici e culturali . Ripeto: non vorrei che tutto si riducesse in un modo per creare fantomatiche figure di megadirettori di fantozziana memoria. Non sarebbe ne serio ne utile».
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