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BOLZANO. C’è un nuovo indagato nell’inchiesta sulla sciagura ferroviaria della val Venosta costata la vita a 9 persone. Si tratta di Helmuth Moroder, ex direttore tecnico delle due società a capitale pubblico coinvolte, ed attuale «city manager» in Comune a Bolzano.
L’ipotesi di accusa, ovviamente, fa riferimento a presunte responsabilità colpose nella progettazione per la riapertura e successiva gestione della linea ferroviaria della val Venosta. Come noto la linea venne riaperta dalla Provincia autonoma di Bolzano il 5 maggio 2005 dopo 14 anni di chiusura e dopo il completamento dei necessari lavori di ammodernamento. E’ nell’ambito delle verifiche di questa fase progettuale che la Procura della Repubblica ha deciso l’iscrizione sul registro degli indagati di Helmuth Moroder ex direttore tecnico dapprima della «Sta spa» (Strutture Trasporto Alto Adige) e successivamente della «Sba srl» (Strutture Ferroviarie Alto Adige). La «Sta» curò, per conto della Provincia autonoma di Bolzano, il progetto tecnico di riapertura della linea nonchè la fornitura del materiale rotabile e la realizzazione dei lavori necessari. Successivamente alla società «Sba srl» fu affidata la gestione delle infrastrutture. In entrambe le società (controllate dall’amministrazione provinciale), Helmuth Moroder ricoprì il ruolo di direttore tecnico ed è proprio in questa veste che l’attuale «City Manager» del Comune di Bolzano è stato iscritto nel registro degli indagati.
La difesa è stata assunta dall’avvocato Francesco Coran che nei prossimi giorni depositerà una dettagliata memoria difensiva destinata ad essere vagliata attentamente dal procuratore capo Guido Rispoli e dal sostituto Axel Bisignano che si occupano della complessa inchiesta. L’iscrizione di Moroder sul registro degli indagati si inquadra nell’ipotesi (tutt’ora al vaglio degli inquirenti) di una sorta di sottovalutazione di alcuni punti potenziamente pericolosi del tracciato ferroviario. Secondo questa tesi (che per il momento resta a livello di ipotesi investigativa di lavoro) lo smottamento che provocò la tragedia (causato in via diretta dall’enorme quantità d’acqua fuoriuscita da un vecchio impianto di irrigazione dei meleti sovrastanti) avrebbe potuto essere ipotizzato.
In sostanza al direttore tecnico di allora della società che curò la progettazione del rinnovo della linea si contesta di non aver verificato a dovere la situazione nel punto in cui si verificò poi la tragedia e di non aver imposto al consorzio agricolo di bonifica della val Venosta un sistema di sicurezza in grado di segnalare in tempi ristretti eventuali rotture o anomalie nel funzionamento dell’impianto di irrigazione. In altre parole, secondo questa tesi, l’ipotesi di una rilevante fuoriuscita di acqua dall’impianto di irrigazione in questione avrebbe dovuto essere valutata e presa in considerazione come pericolo latente. Dietro l’individuazione delle responsabilità colpose per la sciagura ci sono anche rilevanti interessi delle società di assicurazione coinvolte per i risarcimenti. La «Allianz», per conto della Sad (che gestisce il servizio di trasporto lungo la linea) per il momento ha risarcito i famigliari di tutte le vittime. Trattative sono in corso per i feriti. La compagnia è la stessa che assicura anche il consorzio di bonifica. Ecco perchè sono in molti a caldeggiare l’individuazione di nuove responsabilità.
L’ipotesi di accusa, ovviamente, fa riferimento a presunte responsabilità colpose nella progettazione per la riapertura e successiva gestione della linea ferroviaria della val Venosta. Come noto la linea venne riaperta dalla Provincia autonoma di Bolzano il 5 maggio 2005 dopo 14 anni di chiusura e dopo il completamento dei necessari lavori di ammodernamento. E’ nell’ambito delle verifiche di questa fase progettuale che la Procura della Repubblica ha deciso l’iscrizione sul registro degli indagati di Helmuth Moroder ex direttore tecnico dapprima della «Sta spa» (Strutture Trasporto Alto Adige) e successivamente della «Sba srl» (Strutture Ferroviarie Alto Adige). La «Sta» curò, per conto della Provincia autonoma di Bolzano, il progetto tecnico di riapertura della linea nonchè la fornitura del materiale rotabile e la realizzazione dei lavori necessari. Successivamente alla società «Sba srl» fu affidata la gestione delle infrastrutture. In entrambe le società (controllate dall’amministrazione provinciale), Helmuth Moroder ricoprì il ruolo di direttore tecnico ed è proprio in questa veste che l’attuale «City Manager» del Comune di Bolzano è stato iscritto nel registro degli indagati.
La difesa è stata assunta dall’avvocato Francesco Coran che nei prossimi giorni depositerà una dettagliata memoria difensiva destinata ad essere vagliata attentamente dal procuratore capo Guido Rispoli e dal sostituto Axel Bisignano che si occupano della complessa inchiesta. L’iscrizione di Moroder sul registro degli indagati si inquadra nell’ipotesi (tutt’ora al vaglio degli inquirenti) di una sorta di sottovalutazione di alcuni punti potenziamente pericolosi del tracciato ferroviario. Secondo questa tesi (che per il momento resta a livello di ipotesi investigativa di lavoro) lo smottamento che provocò la tragedia (causato in via diretta dall’enorme quantità d’acqua fuoriuscita da un vecchio impianto di irrigazione dei meleti sovrastanti) avrebbe potuto essere ipotizzato.
In sostanza al direttore tecnico di allora della società che curò la progettazione del rinnovo della linea si contesta di non aver verificato a dovere la situazione nel punto in cui si verificò poi la tragedia e di non aver imposto al consorzio agricolo di bonifica della val Venosta un sistema di sicurezza in grado di segnalare in tempi ristretti eventuali rotture o anomalie nel funzionamento dell’impianto di irrigazione. In altre parole, secondo questa tesi, l’ipotesi di una rilevante fuoriuscita di acqua dall’impianto di irrigazione in questione avrebbe dovuto essere valutata e presa in considerazione come pericolo latente. Dietro l’individuazione delle responsabilità colpose per la sciagura ci sono anche rilevanti interessi delle società di assicurazione coinvolte per i risarcimenti. La «Allianz», per conto della Sad (che gestisce il servizio di trasporto lungo la linea) per il momento ha risarcito i famigliari di tutte le vittime. Trattative sono in corso per i feriti. La compagnia è la stessa che assicura anche il consorzio di bonifica. Ecco perchè sono in molti a caldeggiare l’individuazione di nuove responsabilità.


