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BOLZANO. "Nel 2010 sono arrivati in Alto Adige 5,7 milioni di ospiti, per un totale di 28,6 milioni di pernottamenti. Questi dati sono i migliori di sempre, e ci fa particolarmente piacere che la nostra strategia di cauto'melting pot' turistico abbia funzionato". Lo ha detto l'assessore provinciale al turismo, Hans Berger, presentando il bilancio dello scorso anno del turismo altoatesino insieme al presidente di Alto Adige Marketing (Smg), Reinhold Marsoner, ed al direttore, Christoph Engl.
Sono aumentati, in particolare, i pernottamenti di ospiti provenienti da Paesi diversi da Germania, Italia, Svizzera ed Austria, toccando il 18% del totale. "Le crescite - ha spiegato Berger - hanno riguardato soprattutto Repubblica Ceca, Polonia, Austria e Gran Bretagna". "L'Alto Adige esercita un grande fascino", ha osservato Berger, avvertendo, però, che "l'Alto Adige può essere attraente per i suoi ospiti solo nel momento in cui lo è anche per i propri abitanti".
L'assessore ha indicato anche le linee della strategia per il futuro: "Si tratta solo di preservare e sostenere in maniera oculata l'armonia tra paesaggio, prodotti e persone. L'ospite del futuro non cerca la massa o le monoculture, ma è sempre più alla ricerca di emozioni e di spazi vitali. Ecco perchè noi puntiamo a fare dell'Alto Adige la località europea più desiderata". Da parte sua il presidente di Smg, Reinhold Marsoner, ha individuato i punti di forza dell'Alto Adige nella cosiddetta cultura del paesaggio, ovvero nella natura con prati e campi rimodellata dall'uomo ed in modo particolare nella cultura architettonica. Infine, per Christoph Engl, si tratta non solo di amministrare bene il passato, ma anche di svilupparsi in maniera adeguata ai tempi.
"Il primo obbligo consiste nell'occuparsi di quei temi che saranno decisivi in futuro come la competenza alpina, la politica energetica, la cultura, l'architettura e i prodotti di qualità", ha affermato Engl.
Sono aumentati, in particolare, i pernottamenti di ospiti provenienti da Paesi diversi da Germania, Italia, Svizzera ed Austria, toccando il 18% del totale. "Le crescite - ha spiegato Berger - hanno riguardato soprattutto Repubblica Ceca, Polonia, Austria e Gran Bretagna". "L'Alto Adige esercita un grande fascino", ha osservato Berger, avvertendo, però, che "l'Alto Adige può essere attraente per i suoi ospiti solo nel momento in cui lo è anche per i propri abitanti".
L'assessore ha indicato anche le linee della strategia per il futuro: "Si tratta solo di preservare e sostenere in maniera oculata l'armonia tra paesaggio, prodotti e persone. L'ospite del futuro non cerca la massa o le monoculture, ma è sempre più alla ricerca di emozioni e di spazi vitali. Ecco perchè noi puntiamo a fare dell'Alto Adige la località europea più desiderata". Da parte sua il presidente di Smg, Reinhold Marsoner, ha individuato i punti di forza dell'Alto Adige nella cosiddetta cultura del paesaggio, ovvero nella natura con prati e campi rimodellata dall'uomo ed in modo particolare nella cultura architettonica. Infine, per Christoph Engl, si tratta non solo di amministrare bene il passato, ma anche di svilupparsi in maniera adeguata ai tempi.
"Il primo obbligo consiste nell'occuparsi di quei temi che saranno decisivi in futuro come la competenza alpina, la politica energetica, la cultura, l'architettura e i prodotti di qualità", ha affermato Engl.


