BOLZANO. «La stagione è partita bene, ma il tempo non ci aiuta. Chi prenota all'ultimo minuto, se guarda il meteo, rischia di cambiare meta». I metereologi prevedono instabilità anche per i prossimi giorni e questo preoccupa un po' il presidente degli albergatori Meister. In Alto Adige, con quasi 29 milioni di pernottamenti l'anno, è da sempre la stagione estiva a fare la parte del leone.
«Il rapporto - spiega Walter Meister, presidente dell'Hgv - è di due terzi in estate e un terzo in inverno. In agosto a farla da padrona è la clientela italiana. Per il resto dipende molto dalla zona. La stagione estiva è partita bene, ma questo tempo caratterizzato da cielo coperto, pioggia e temperature basse, rischia di creare qualche problema».
Il fattore meteo può accentuare quelli che per gli albergatori sono gli aspetti negativi del nuovo modo di fare vacanza. In base ad un'analisi dell'Astat sulla permanenza degli ospiti in Alto Adige, dal 1975 ad oggi la durata dei soggiorni in provincia si è costantemente accorciata passando da 8,6 giorni ai 5,1 giorni attuali. La durata è molto differenziata a seconda del comprensorio: a Merano si arriva a superare anche i 5,5 giorni mentre a Bolzano ci si ferma a 2,2.
La vacanza mordi e fuggi si prenota online sempre più spesso all'ultimo momento. E avendo a disposizione pochi giorni si guarda il meteo. «Da questo punto di vista - dice il presidente degli albergatori - le moderne tecnologie che ti consentono di avere le previsioni in tempo reale, unite alle nuvolette che in televisione appaiono sempre sulla nostra provincia anche se splende il sole, sono fattori che ci danneggiano».
Ciononostante Meister non perde l'ottimismo: «Dopo un luglio piovoso, avremo un agosto e un settembre all'insegna del sole». È quello che si augurano, oltre agli albergatori, tutti coloro che in qualche modo ruotano intorno all'industria del turismo. Chi sta soffrendo di più, in questo momento, sono i lidi desolatamente deserti o quasi. Nella maggior parte dei casi chiudono la prima, massimo la seconda, settimana di settembre: neppure un agosto di caldo africano riuscirà ad evitare bilanci in profondo rosso.
In forte difficoltà anche i gestori dei rifugi in particolare quelli di alta montagna: pioggia e temperature più invernali che estive scoraggiano le escursioni in quota. Di buono c'è che in Alto Adige, dove si può contare su una forte presenza di stranieri, la stagione estiva prosegue per tutto settembre e, in certi casi, anche ottobre: almeno un mese in più rispetto al vicino Trentino che potrebbe consentire agli operatori del settore di recuperare le eventuali perdite di giugno e luglio.
«Il rapporto - spiega Walter Meister, presidente dell'Hgv - è di due terzi in estate e un terzo in inverno. In agosto a farla da padrona è la clientela italiana. Per il resto dipende molto dalla zona. La stagione estiva è partita bene, ma questo tempo caratterizzato da cielo coperto, pioggia e temperature basse, rischia di creare qualche problema».
Il fattore meteo può accentuare quelli che per gli albergatori sono gli aspetti negativi del nuovo modo di fare vacanza. In base ad un'analisi dell'Astat sulla permanenza degli ospiti in Alto Adige, dal 1975 ad oggi la durata dei soggiorni in provincia si è costantemente accorciata passando da 8,6 giorni ai 5,1 giorni attuali. La durata è molto differenziata a seconda del comprensorio: a Merano si arriva a superare anche i 5,5 giorni mentre a Bolzano ci si ferma a 2,2.
La vacanza mordi e fuggi si prenota online sempre più spesso all'ultimo momento. E avendo a disposizione pochi giorni si guarda il meteo. «Da questo punto di vista - dice il presidente degli albergatori - le moderne tecnologie che ti consentono di avere le previsioni in tempo reale, unite alle nuvolette che in televisione appaiono sempre sulla nostra provincia anche se splende il sole, sono fattori che ci danneggiano».
Ciononostante Meister non perde l'ottimismo: «Dopo un luglio piovoso, avremo un agosto e un settembre all'insegna del sole». È quello che si augurano, oltre agli albergatori, tutti coloro che in qualche modo ruotano intorno all'industria del turismo. Chi sta soffrendo di più, in questo momento, sono i lidi desolatamente deserti o quasi. Nella maggior parte dei casi chiudono la prima, massimo la seconda, settimana di settembre: neppure un agosto di caldo africano riuscirà ad evitare bilanci in profondo rosso.
In forte difficoltà anche i gestori dei rifugi in particolare quelli di alta montagna: pioggia e temperature più invernali che estive scoraggiano le escursioni in quota. Di buono c'è che in Alto Adige, dove si può contare su una forte presenza di stranieri, la stagione estiva prosegue per tutto settembre e, in certi casi, anche ottobre: almeno un mese in più rispetto al vicino Trentino che potrebbe consentire agli operatori del settore di recuperare le eventuali perdite di giugno e luglio.

