BOLZANO. «C’è tempo fino a dicembre per presentare la domanda per il bonus babysitter, ma il consiglio che diamo alle neo mamme che abbiano intenzione di usufruirne è di presentarla il prima possibile (le iscrizioni sono state aperte il primo febbraio, ndr), perché la somma stanziata a livello nazionale è limitata a 20 milioni di euro. Si va quindi ad esaurimento». A ricordare alle mamme che il governo ha previsto quest’opportunità è Marco Pirolo, amministratore delegato servizi Cgil.

Il bonus babysitter ammonta a 600 euro al mese e verrà erogato complessivamente per sei mesi, per un totale di 3.600 euro: la cifra è calcolata su chi torna a lavorare a tempo pieno, si riduce ovviamente in caso di part-time.

«In base alla legge - spiega Pirolo - le mamme hanno diritto ad un congedo obbligatorio di cinque mesi, seguono sei mesi di maternità facoltativa al 30% dello stipendio, poi c’è il congedo parentale a stipendio zero. D’ora in poi, chi rinuncia al congedo parentale e decide di tornare al lavoro, può usufruire del bonus babysitter con cui pagare l’asilo nido o i servizi privati accreditati. Ne hanno diritto dipendenti del settore pubblico, privato e autonome».

Le neo mamme potranno rivolgersi per la presentazione delle domande al patronato, dopo aver richiesto, attraverso i Caf (Centro assistenza fiscale), la dichiarazione Isee 2016.

«In realtà al momento - dice Pirolo - l’erogazione del bonus baby-sitter è indipendente dal reddito, ma è necessario presentare comunque la dichiarazione Isee perché, come è facile prevedere, ci saranno molte più domande di quello che è il budget fissato dal governo, a quel punto bisognerà per forza di cose privilegiare i redditi più bassi. E, a parità di reddito, avranno la precedenza coloro che hanno presentato prima la domanda».

Il contributo per l’utilizzo della rete pubblica degli asili nido o dei servizi privati accreditati verrà erogato attraverso il pagamento diretto della struttura scelta dalla mamma. Il contributo concesso per il pagamento dei servizi di baby sitting verrà invece erogato attraverso il sistema di buoni lavoro (voucher).

È probabile che saranno più d’una le neo mamme che, dovendo scegliere tra restare a casa o tornare a lavorare, opteranno per la seconda soluzione. Mentre oggi, soprattutto chi ha uno stipendio basso, spesso e volentieri decide di prendere il congedo parentale benché sia a paga zero, perché tornare a lavorare significherebbe spendere se non tutto gran parte per l’asilo nido o la babysitter.

«Questa considerazione - spiega Pirolo - fa prevedere che le domande, per tornare a lavorare avendo per sei mesi il servizio di babysitter gratuito, saranno tante, ma avendo il governo stanziato “solo” 20 milioni di euro, non potranno usufruirne più di 5.500 mamme. Un numero che corrisponde più o meno ai bambini nati lo scorso anno in provincia di Bolzano. Tanto per avere un’idea: per il bonus baby di 80 euro al mese, previsto sempre a livello nazionale per i nati dal primo gennaio 2015 al 31 dicembre 2017 e per i redditi che non superino i 25 mila euro l’anno, solo in Alto Adige sono state presentate lo scorso anno 3500 domande».

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