BOLZANO. Cambia la legislatura, cambiano assessori e dirigenti. Ma le iniziative valide vanno preservate, ha pensato Luis Walcher, che difende l'obbligo di profilazione genetica dei cani promosso dal suo predecessore Arnold Schuler. L'assessore è inoltre pronto a portare in giunta la delibera di nomina del direttore della ripartizione Agricoltura. Secondo i rumor, dovrebbe trattarsi del vicedirettore del Bauernbund Ulrich Höllrigl.

Sul tema della banca dati dei cani altoatesini non sono mancati i titoli sulle cronache internazionali. L'opinione pubblica è tuttora divisa fra i detrattori della norma, scettici su costi ed efficacia, e i suoi promotori, fiduciosi che si possano arginare comportamenti indecorosi e antigienici.

Andreas Colli (Jwa) firma un'interrogazione sugli incidenti che coinvolgono cani e boccia la normativa: «Inutile e costosa per i proprietari». Nella risposta, Walcher blinda l'obbligo. Spiega che «il costo della profilazione genetica accresce la consapevolezza dei proprietari rispetto al rischio di gravidanze».

Il secondo argomento di Walcher riguarda il commercio di cuccioli «di dubbia provenienza». Inoltre, avere una banca dati del dna canino scoraggerebbe rapimenti e abbandono. «Senza dimenticare le predazioni di animali da pascolo o selvatici che non siano da attribuire a grandi predatori», conclude. I morsi di cani accertati sono stati 469 nel 2019, 327 nel 2020, 262 nel 2021, 382 nel 2022 e 373 l'anno passato.

Gli animali (cani, gatti, cavalli o altri) responsabili di attacchi verso altri esseri viventi, ma non identificati, sono stati il 32% nel 2019, il 24 nel 2020, il 22,6 nel 2021, il 46 nel 2022 e il 35,8 nel 2023.