BOLZANO. Uno studio coordinato dall’Università di Bolzano e dall’Università di Göttingen, ha individuato alcuni dei fattori genetici associati alle diverse modalità di svernamento dell’Ips typographus, il coleottero che attacca soprattutto l’abete rosso. Una scoperta che assume particolare rilevanza con il cambiamento climatico. Inverni più miti e periodi vegetativi più lunghi possono infatti favorire le popolazioni capaci di sviluppare più generazioni durante la stessa stagione, aumentando il rischio di proliferazioni di massa.

Il fenomeno è legato al «voltinismo», ovvero il numero di generazioni che una specie riesce a produrre in un anno. La ricerca si è concentrata sulle diverse forme di diapausa, il periodo di riposo invernale dell’insetto.

I ricercatori hanno confrontato il patrimonio genetico di esemplari provenienti da popolazioni con diverse modalità di diapausa.

Le analisi su esemplari raccolti in natura mostrano differenze marcate: nelle popolazioni dell’Europa settentrionale prevale il tipo genetico associato a una sola generazione, mentre nell’Europa centrale coesistono diversi tipi di diapausa e voltinismo.

«Per la prima volta abbiamo identificato le caratteristiche genetiche che consentono al bostrico di sviluppare più generazioni», afferma il professor Martin Schebeck dell’Università di Göttingen.

Le scoperte potrebbero integrare i modelli previsionali già utilizzati per il monitoraggio del bostrico. Non permetteranno di contrastare il parassita, ma aiuteranno a individuare rapidamente le situazioni di rischio.

Anche in Alto Adige, questo permetterebbe di individuare le aree dove sono più diffuse le popolazioni capaci di sviluppare più generazioni e osservare come la loro distribuzione cambi con l’aumento delle temperature.

(Foto Lucas Leander Geiger)