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BOLZANO. Il bostrico tipografo potrebbe avere nel patrimonio genetico una delle chiavi della sua capacità di provocare grandi infestazioni nei boschi. Un gruppo di ricerca internazionale coordinato dalla Libera Università di Bolzano e dall’Università di Göttingen ha individuato alcune differenze genetiche associate alla capacità dell’insetto di sviluppare una sola generazione all’anno oppure due o tre, un fattore decisivo per il suo potenziale riproduttivo.
Lo studio riguarda l’Ips typographus, il coleottero che colpisce soprattutto l’abete rosso e che negli ultimi anni, anche a causa degli effetti del cambiamento climatico, ha causato danni rilevanti alle foreste europee. La differenza tra una popolazione e l’altra è legata al voltinismo, cioè al numero di generazioni che l’insetto riesce a completare nell’arco di una stagione.
Le popolazioni dell’Europa settentrionale tendono a sviluppare una sola generazione prima della pausa invernale, mentre a quote più basse dell’Europa centrale possono arrivare a due o più generazioni. «A basse quote nell’Europa centrale i coleotteri sviluppano due o più generazioni nell’arco di un anno», spiega il ricercatore Luciano Palmieri, del Centro di Competenza per la Salute delle Piante di unibz. Ogni femmina può produrre circa 100 nuovi esemplari per generazione: in condizioni favorevoli, da un solo individuo possono derivare fino a 60 mila discendenti nell’arco di un anno.
Il gruppo di ricerca ha confrontato il patrimonio genetico di esemplari provenienti da popolazioni con diversi comportamenti di svernamento, utilizzando anche dati raccolti in precedenti esperimenti condotti alla BOKU di Vienna su popolazioni scandinave e dell’Europa centrale. Attraverso analisi statistiche e tecniche di machine learning, gli studiosi hanno individuato geni associati allo sviluppo di più generazioni.
Le analisi sugli esemplari raccolti in natura mostrano differenze significative: nelle popolazioni settentrionali prevale il profilo genetico legato a una sola generazione stagionale, mentre nell’Europa centrale sono presenti diversi tipi di diapausa e di capacità riproduttiva.
«Con questo studio siamo riusciti, per la prima volta, a identificare le caratteristiche genetiche che consentono al bostrico tipografo di sviluppare più generazioni e che incidono sul rischio di proliferazioni di massa», afferma il prof. Martin Schebeck dell’Università di Göttingen.
Secondo i ricercatori, questi marcatori genetici potrebbero diventare in futuro uno strumento aggiuntivo per monitorare l’evoluzione delle popolazioni di bostrico in un clima sempre più caldo. Inverni più miti e periodi vegetativi più lunghi potrebbero infatti favorire gli individui capaci di completare più cicli riproduttivi.
Resta ancora da chiarire quanto il cambiamento climatico abbia già modificato la distribuzione dei diversi tipi genetici. Per questo motivo le prossime ricerche si concentreranno anche sull’analisi delle popolazioni presenti alle diverse quote, compreso il territorio dell’Alto Adige, per capire dove siano maggiormente diffuse le forme con maggiore capacità riproduttiva.
I nuovi marcatori non permetteranno di eliminare direttamente il bostrico tipografo, ma potranno integrare i modelli previsionali già utilizzati per individuare con maggiore anticipo le situazioni di rischio e comprendere meglio l’evoluzione delle infestazioni.
Lo studio, dal titolo “Genomic predictors of diapause polymorphism in the bark beetle Ips typographus with implications for voltinism potential and outbreak dynamics”, è stato pubblicato sulla rivista scientifica Molecular Ecology.



