BOLZANO. La Relazione agraria e forestale si conferma uno degli strumenti chiave per programmare il futuro dell'agricoltura e della gestione dei boschi in Alto Adige. Il documento, redatto ogni anno dalle strutture provinciali competenti insieme al Centro di Sperimentazione Laimburg, alle scuole professionali agricole e alla Libera Università di Bolzano, offre un quadro aggiornato del settore e costituisce la base per orientare le future decisioni politiche, con particolare attenzione alle sfide poste dai cambiamenti climatici e alla tutela dell'agricoltura di montagna.

La nuova edizione è stata presentata oggi, 21 luglio 2026, a Palazzo Widmann. «Lo scorso anno è stato positivo per l'agricoltura e la silvicoltura», ha sottolineato l'assessore provinciale Luis Walcher, evidenziando il lavoro svolto da agricoltori, forestali e tecnici che hanno contribuito alla realizzazione del rapporto.

Tra i temi più rilevanti figurano il 50° anniversario del Centro Laimburg, i 30 anni dei corsi di silvicoltura della Scuola forestale Latemar, la reintroduzione del premio per il pascolo e i progressi nella gestione della fauna selvatica e delle specie invasive, come bostrico e processionaria del pino.

Nel corso della presentazione è stato ricordato che il premio per il pascolo sostiene un modello di allevamento che favorisce il benessere animale, la tutela del paesaggio e la gestione sostenibile delle malghe. Per il 2026 sono già state presentate 4.844 domande, relative a circa 43 mila capi di bestiame, distribuiti su 1.335 alpeggi.

Sul fronte forestale, il Servizio forestale provinciale ha illustrato gli interventi realizzati sotto la direzione dell'Autorità forestale, tra cui 134 progetti dedicati alla viabilità rurale, opere di rimboschimento e misure per la prevenzione degli incendi boschivi, come la realizzazione di nuovi acquedotti.

Spazio anche alla formazione e alla ricerca. La Scuola forestale Latemar celebra trent'anni di attività con oltre 10 mila partecipanti e circa 2.100 corsi organizzati nel tempo. Il Centro Laimburg, invece, continua a investire nell'innovazione, sperimentando nuove colture come il mirtillo e sviluppando metodi biologici per contrastare l'afide lanigero. Anche la Libera Università di Bolzano punta su una ricerca sempre più vicina alle esigenze delle aziende agricole, con progetti dedicati, tra gli altri, all'allevamento delle capre da latte.