BOLZANO. Petizione online per chiedere le dimissioni del vescovo Ivo Muser. A promuoverla Sergio Cavaliere, originario di Capua, che da circa 20 anni segue vicende legate ad abusi compiuti all'interno della Chiesa. La sua iniziativa ha già superato le 15 mila firme. Al vescovo si contesta di non aver assunto una posizione "chiara" sulla vicenda di don Giorgio Carli e di un altro sacerdote coinvolto in un caso di pedofilia.

«È imprescindibile - si legge nella petizione - che la Chiesa assuma una posizione chiara e netta contro l'abuso di minori e dimostri un vero impegno per la trasparenza e la giustizia. La fiducia dei fedeli e l'integrità dell'istituzione ecclesiastica sono a rischio. Le misure adottate devono essere severe e appropriate». L'iniziativa parte dalla vicenda di don Giorgio Carli, il sacerdote coinvolto a cavallo tra gli anni '80 e '90 in un'inchiesta per abusi sessuali su una minore bolzanina. Venne assolto in primo grado, ma poi condannato in appello a sette anni e sei mesi. La Corte di Cassazione annullò la sentenza per sopraggiunta prescrizione del reato, confermando tuttavia la responsabilità civile del sacerdote. Dopo il report sugli abusi in ambito ecclesiale commissionato dallo stesso Muser ad uno studio legale germanico, il vescovo di recente aveva deciso di trasferire il sacerdote da Vipiteno in Val Pusteria, imponendo l'affiancamento nelle attività con i minori. Si erano levate le proteste dentro e fuori la Chiesa, e il vescovo aveva fatto marcia indietro. Niente spostamento e periodo sabbatico per il prete.

Il teologo altoatesino Martin Lintner sulla stampa locale respinge invece l'iniziativa. "Le critiche - afferma - sono inappropriate e il clima che si sta creando non favorisce, a mio avviso, l'informazione e la prevenzione". Il prete una ventina di anni fa, fu al centro di un lungo iter giudiziario per l'accusa di abusi. Nel 2009 fu prosciolto per prescrizione in Cassazione (dopo una pesante condanna in secondo grado), ma nel 2013 il Tribunale civile condannò, in solido fra loro, la diocesi di Bolzano e Bressanone e la parrocchia San Pio X di Bolzano al risarcimento complessivamente di 700.000 euro.

Le polemiche si sono riaccese pochi mesi dopo la presentazione del rapporto sugli abusi nella chiesa altoatesina, elaborato dallo studio legale Westpfahl-Spilker-Wastl di Monaco di Baviera, proprio su incarico della Diocesi. Il documento di oltre 600 pagine suscitò l'interesse della stampa nazionale e internazionale. L'iniziativa della Diocesi fu definita esemplare. Il rapporto elencava 67 casi accertati di abusi. Come si apprende, la Diocesi ha ora sospeso dal servizio sacerdotale due preti perché condannati per pedofilia e posto altri quattro sotto osservazione.