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PARCO PUEZ-ODLE. Fino a 20 elicotteri al giorno, alcuni dei quali avrebbero sorvolato la zona a meno di 100 metri dal suolo, nonostante per il sorvolo nelle aree comprese nei parchi naturali sia prevista una quota minima di 500 metri. E anche in queste settimane, dopo il picco segnalato durante il clou dell’estate, si conterebbero dai due ai quattro voli al giorno sopra il territorio della val di Funes.
Numeri che hanno fatto scattare l'allarme tra cittadini, amministrazione comunale e Comitato di gestione del Parco naturale Puez-Odle, tutti concordi nel chiedere alla Provincia un maggiore controllo sui voli turistici in elicottero.
L’allarme di contadini e pastori.
Il fenomeno riguarda uno dei paesaggi più caratteristici delle Dolomiti e, secondo chi vive e lavora in quota, negli ultimi anni avrebbe assunto dimensioni sempre più rilevanti. Per i contadini e i pastori della valle, il problema non riguarda soltanto il rumore. C'è la preoccupazione che il crescente traffico possa avere conseguenze sulla fauna selvatica. Si veda l'aquila, che un tempo frequentava abitualmente la zona e ora è sostanzialmente sparita.
Il Comitato e la crescita del turismo.
Un gruppo di cittadini, in collaborazione con la sezione di Funes dell'Avs, si è riunito per richiamare l'attenzione sull'aumento dei voli turistici. Il gruppo ha inviato una lettera agli uffici provinciali competenti, chiedendo di affrontare il fenomeno e di prevenirne un ulteriore sviluppo.
Allargando la visuale, a preoccupare è soprattutto la prospettiva di una crescita del turismo di fascia alta.
Nella valle sono in realizzazione diversi progetti alberghieri, alcuni relativi appunto a strutture di fascia turistica alta, e i cittadini temono che ciò porti a un ulteriore incremento dei voli turistici.
L’intervento del Parco.
La richiesta di intervenire arriva anche dal Comitato direttivo del Parco naturale Puez-Odle, presieduto dall'ex sindaco di Funes Robert Messner. Anche il Comitato ha scritto agli uffici provinciali competenti, chiedendo una riduzione dei voli panoramici a scopo turistico all'interno dell'area protetta e maggiori controlli.
Secondo il Comitato, i voli panoramici rappresentano «un elemento di disturbo sia per i residenti sia per gli ospiti e risultano difficilmente conciliabili con la funzione stessa del parco naturale, il cui obiettivo è preservare i paesaggi naturali e culturali nel loro stato originario». Una precisazione che confluisce nell’ampio dibattito sul futuro dei territori alpini, fra urgenze di salvaguardia ed esigenze di sviluppo.
Anche il Comune di Funes ha deciso di prendere posizione: la questione è stata affrontata nell'ultima seduta del consiglio comunale, quando il sindaco Peter Pernthaler ha chiesto ai consiglieri di esprimersi sul fenomeno.
«Questi voli arrecano disturbo alla valle - ha dichiarato Pernthaler -. Come Comune intendiamo rivolgerci alla giunta provinciale per chiedere che i voli panoramici all'interno del parco naturale vengano ridotti e sottoposti a controllo».


