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BOLZANO. Quando da un equivoco a livello nazionale si disvelano i meccanismi della politica locale. Il fatto è noto, il direttore del Museo Egizio Christian Greco nominato presidente del comitato scientifico del Museo Archeologico di Bolzano. Qualcuno ha frainteso e ha pensato che Greco lascerà il suo prestigiosissimo incarico a Torino, quando invece a Bolzano sarà convocato giusto qualche volta l'anno.
Ma la notizia ha scalato presto le cronache nazionali. Riaccendendo i malumori della destra, tanto che il vicepresidente della giunta Marco Galateo, presidente provinciale di Fratelli d'Italia, da New York, fianco a fianco con un peso massimo del partito quale è il ministro Francesco Lollobrigida, ha fatto uscire la sua verità. Interpellato sulla querelle rivela: «Io avevo proposto di nominare presidente Dario Massimo, di Fortezza. Purtroppo Achammer ha deciso di non apportare alcuna modifica alla sua proposta. Di sicuro a Giorgia Meloni il nome non piacerà».
Nella rosa di nomi proposta dagli uffici di Philipp Achammer, Dario Massimo compariva come vice di Eva Pfanzelter nel comitato scientifico del museo del Forte di Fortezza e del museo Eccel Kreuzer. E tale è rimasto. Comunque un egittologo del calibro di Greco non poteva non ricoprire la posizione più elevata, pure nel complesso incastro di presidenze e gruppi linguistici. Anche perché sulla scelta dei nomi c'era ben poco da fare: la competenza era di Achammer, non degli assessori del centrodestra. Non rimaneva che votare la delibera, con presidenti e vice. Un sì unanime.
Il solo attrito palese era stato la settimana prima, quando l'assessore Christian Bianchi (Lega-Uniti) aveva reclamato per il gruppo italiano almeno due presidenze. Ma come Galateo finisce lambito dal ciclone della notizia nazionale e prende le distanze dalla nomina di Greco, oggi Bianchi si ritrova a smentire alcune voci girate nei giorni scorsi: «Ho sentito che avrei chiesto per Greco la direzione del Museo Archeologico. Niente di più sbagliato. Si parlava di comitati scientifici. Tra l'altro, vorrei precisare che né io né Galateo lo conosciamo personalmente».
È doveroso ricordare che sul direttore del Museo Egizio si registra imbarazzo, in ambiente leghista, dai tempi della crociata di Andrea Crippa, vice di Salvini nella segreteria di partito. Bianchi non è un iscritto, ma con la Lega è stato eletto e con la Lega mantiene uno stretto rapporto che lo ha visto partecipare in prima persona alla campagna per le europee del candidato trentino Roberto Paccher. Insomma, dimostra lealtà. Perciò scinde i ruoli di Greco in questa vicenda. Con Crippa, spiega quindi l'assessore, «la polemica era riferita al suo ruolo di direttore del Museo Egizio, mentre in questo caso viene chiamato come professionista del comitato scientifico, e sul fatto che abbia un curriculum di prim'ordine non c'è alcun dubbio». S.M.


