BOLZANO. Corso Libertà: nuovo Natale, nuova polemica. Dopo la delusione dell’anno scorso per l’eliminazione dei tappeti rossi, quest’anno è toccato al giudizio sui fiocchi: una decorazione pensata per dare un tocco di colore ai portici, che ha fatto discutere abitanti e commercianti.

Qualcuno li ha accolti con piacere, «Io li trovo belli, poi sempre meglio che niente», il parere del titolare della “Maison de fleurs” Sayd Abdellah. Qualcun altro, un po’ meno: «Senza una scritta che colleghi al Natale, non si capisce il senso», le voci che arrivano dal bar Sylvi. Altri li hanno definiti di cattivo gusto, kitsch. «Le decorazioni natalizie sono sempre un po’ kitsch», la risposta di Elena Bonaldi, presidente di Confesercenti. L’associazione difende, giustamente, la volontà di decorare il portico. Un’idea nata per venire incontro ai commercianti, che chiedevano più atmosfera natalizia. «In più sono riutilizzabili, non ci sono sprechi», prosegue Bonaldi. «Sembra che non vada mai bene niente», aggiunge il direttore di Confesercenti Mirco Benetello.
Ma parlando con i commercianti è chiaro che il punto della questione sia un altro: i fiocchi sono solo un pretesto per portare alla luce il vero problema: «il Corso sta decadendo», ripetono in coro. E a Natale, dove il paragone con “di là dal ponte” si fa ancora più forte, l’amarezza aumenta.
 

La protesta

Per il titolare del bar Sylvi, arrivato dalla Cina dieci anni fa, tra quando ha rilevato l’attività ed oggi c’è un abisso. «Il portico è molto meno curato - spiega - e i padroni dei cani sempre meno educati». Anche al bar Gioi ci si lamenta per la scarsa cura del portico. «Dobbiamo pulire diverse volte al giorno, non c’è rispetto», la protesta. La pulizia, spiega l’assessora comunale Johanna Ramoser, spetta ai privati: «Il Comune qui ha solo il passaggio. È una questione complicata». D’altro canto i commercianti dicono di fare fatica a starci dietro.

Poi ci sono i negozi sfitti, «Anche quella una tristezza - spiega Paola Stefanoni, del negozio Decor chich - io mi sono anche offerta di arredarli, per renderli più appetibili, ma nulla, non mi hanno ascoltata».
Dalla vetrina del suo negozio, nella parte “alta” dei portici, osserva il flusso dei turisti che dormono a Gries dirigersi diretto in via Museo. «Qui non si fermano - sospira - Perché dovrebbero? Non c’è atmosfera. Potremmo mettere delle casette dei mercatini anche qui in piazza Mazzini, pensare di portare qui la pista da ghiaccio, ma manca un fronte comune dei commercianti. Ognuno pensa per sé, ed è un peccato».
Manca un’associazione? «C’era, fino a qualche anno fa. Dovremmo ricominciare a lavorare insieme», conclude.