TRENTO. L'Enpa torna all'attacco dopo l’abbattimento del lupo avvenuto oggi domenica 5 luglio a Marebbe, in Alto Adige. In una nota, l'associazione condanna duramente la decisione della Provincia autonoma di Bolzano, sostenendo che l'intervento rappresenti un'azione contraria alla tutela della biodiversità e alla comunità scientifica.

Secondo l'Enpa, anche l'Alto Adige starebbe adottando modalità già viste in Trentino, con decreti di abbattimento firmati a ridosso del fine settimana, circostanza che - secondo l'associazione - renderebbe più difficile un eventuale ricorso alle vie legali da parte delle organizzazioni ambientaliste.

Nel comunicato viene ricordato che il lupo resta una specie "particolarmente protetta" dalla legge nazionale 157/1992 sulla tutela della fauna selvatica. L'Enpa sottolinea inoltre il ruolo ecologico del predatore, definendolo un importante regolatore naturale delle popolazioni di ungulati, con effetti positivi anche sulla tutela delle coltivazioni agricole.

L'associazione esprime preoccupazione anche per quanto sta accadendo nei Paesi confinanti, citando l'aumento degli abbattimenti in Austria e parlando di una strategia che privilegerebbe gli interessi economici dell'allevamento e del turismo rispetto alla conservazione della biodiversità.

Per l'Enpa esistono strumenti alternativi all'uccisione degli animali, basati sulla prevenzione dei conflitti tra grandi carnivori e attività umane, già sperimentati con risultati positivi quando applicati correttamente. L'associazione conclude annunciando che intraprenderà tutte le iniziative possibili per contrastare quella che definisce una politica di progressiva eliminazione dei grandi carnivori, richiamando anche l'articolo 9 della Costituzione, che tutela ambiente, biodiversità e fauna nell'interesse delle future generazioni.