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BOLZANO. Uno dei Pil più strategici è pronto a farsi i conti in tasca. "Questa stagione? Abbiamo tenuto. E anche qualcosa di più. Ma già tenere è un gran risultato" dice Manfred Pinzger. Perchè quella vasta e capillare rete che tiene insieme città e valli, anche le più discoste, fatta di grandi alberghi e piccole pensioni, di hotel a tre stelle e anche meno sono mesi che sconta un problema: il mercato tedesco che ha il fiato corto. Pinzger sta in cima all’Hgv, la potente associazione degli albergatori, la quale sa che se frenano i germanici le cose non vanno bene, pur con una sostanziale stabilizzazione degli italiani.
"Ma da nord arriva comunque un 50% dei nostri ospiti" chiarisce. Il resto delle percentuali mancanti lo fanno soprattutto gli americani. In gran spolvero. Vede questi scenari il presidente, e li guarda mentre si apre fiera Hotel che tiene insieme tutto questo mondo e che, un volta di più, è stata in grado di certificare il mantenimento delle posizioni e anche oltre. Il che, se si guarda a quel che accade oltre i nostri confini, con contrazioni e disdette, è comunque un bel vedere. Anche per questo Pinzger, alla fine del suo mandato, sa di passare un testimone ancora in forma.
Presidente, ancora per quanto?
"Il 5 novembre ci sarà il passaggio di consegne".Come sta?"Benissimo. Era tempo che mi dedicassi un po' anche alle mie cose. E poi mi aspettano gli incarichi nazionali. Dodici anni in Hgv sono stati bellissimi ma bene così".
Possibili successori?
"Nomi ancora non li dico. Ma almeno in tre, forse quattro hanno buone chance. Penso sia importante che sia giovane il nuovo presidente. Lo aspettano anni impegnativi".
La tenuta e la sostanziale parità di risultati rispetto allo scorso anno come la giudica?
"Il 2024 è stato un anno ricco di soddisfazioni. Il 2025 è partito con una grave instabilità internazionale, resta l'incertezza in vari settori e in particolare il mercato tedesco sconta ancora una crisi che resta importante. Poi le nuove norme".
In che senso?
"Le procedure con i codici identificativi e una serie di incombenze per togliere opacità ad alcuni settori dell'accoglienza ha pesato sui numeri, anche se alla fine è stata fatta chiarezza".
Con la grande rassegna del vostro settore in Fiera che è imminente, restano criticità? E dove?
"Beh, come detto l'incertezza di alcuni nostri mercati tradizionali potrebbe pesare anche in questa fine stagione. Che non chiuderà per tutti allo stesso modo, anche nella tempistica, ci sono le valli ladine che si fermano tra un po', la Bassa va ancora avanti".
Altri problemi, più strutturali?
"La pressione fiscale. Quella non è diminuita anche in presenza di alcune agevolazioni. Per cui il peso della tassazione grava in maniera significativa sul prodotto e la sua resa finale. E occorrerà stare attenti agli investimenti".
Il resto?
"La burocrazia. è sempre complicata. A volte la montagna delle pratiche e dei documenti distoglie dal resto degli impegni. Ed è un costo molto elevato".
Anche il vostro settore soffre di carenza di personale?
"Non è certo immune. La difficoltà nel trovare collaboratori è aumentata, anziché diminuire. E questo crea inciampi in particolare nella calendarizzazione delle iniziative, nell'agenda imprenditoriale di ogni azienda".
In questi anni il turismo, e quindi di sponda anche voi che ne siete il collante, ha cambiato la sua percezione in molte fasce di cittadini. Overtourism, pressione, affollamento.
"Questo è un tema di grande rilevanza per noi. Per questa ragione serve, e lo vedo come scenario anche politico-economico, lavorare sull'immagine del nostro settore. Dall'altro lato, occorrerà sempre più parlare con la gente, con le comunità soprattutto di valle e giungere a decisioni condivise: sarà essenziale". P.CA.


