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MERANO. «Non si è “allogeni”, stranieri, a casa propria». È uno dei passaggi centrali dell’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Merano, dove oggi, 5 settembre, si celebrano gli 80 anni dell’Accordo De Gasperi-Gruber. Un’intesa che per il Capo dello Stato non rappresentò un semplice compromesso tra Italia e Austria, ma una scelta lungimirante capace di diventare un modello internazionale.
Mattarella ha ricordato come l’Intesa di Parigi nacque dalla volontà di Alcide De Gasperi e Karl Gruber, due statisti che, davanti alle conseguenze drammatiche della Seconda guerra mondiale, seppero individuare «una soluzione innovativa e coraggiosa» alla questione dell’Alto Adige/Südtirol. Le due giovani Repubbliche, quella austriaca tornata indipendente e quella italiana nata dal referendum, vollero affermare un principio destinato poi a trovare spazio nella Costituzione italiana: nessuno può essere considerato straniero nella propria terra.
L’accordo, ha sottolineato il Presidente, riuscì a superare visioni e interessi differenti. «Ne emerse non un banale compromesso, bensì un modello che viene tuttora invocato in situazioni di difficile composizione in Europa». Alla base c’era la volontà di salvaguardare le minoranze di lingua tedesca e ladina, tutelandone l’identità e garantendo una serena convivenza tra le diverse popolazioni.
Un percorso particolarmente significativo alla luce della storia del Novecento. Mattarella ha ricordato le «gravi politiche etniche forzate» attuate dal fascismo e dal nazismo, fino alle opzioni del 1939 previste dagli accordi tra Mussolini e Hitler. Una stagione nella quale, ha osservato, si pretendeva di far coincidere arbitrariamente confini geopolitici e confini etnici, condizionando i diritti dei cittadini alla loro identità culturale.
Da quella storia, secondo il Capo dello Stato, arriva un messaggio ancora attuale. «Come già auspicava lo stesso De Gasperi, i confini, da storici ostacoli naturali o artificiali, sono divenuti punti di incontro tra terre e popoli desiderosi di vivere in armonia e prosperare assieme».
Il Presidente ha quindi richiamato il ruolo delle istituzioni nel percorso compiuto dal Paese: «Repubblica e autonomie hanno accompagnato lo sviluppo della democrazia italiana in questi decenni». Un cammino che si inserisce anche nella progressiva ricostruzione dell’amicizia fra Italia e Austria, rafforzata dalla comune appartenenza all’Unione europea.
In questo quadro Mattarella ha indicato nella cooperazione transfrontaliera uno degli elementi fondamentali dei rapporti tra i due Paesi, citando l’Euroregione Tirolo-Alto Adige/Südtirol-Trentino come esempio concreto di collaborazione tra territori.
A ottant’anni dall’Accordo di Parigi, ha concluso il Presidente, il modello sviluppato in Alto Adige/Südtirol rappresenta «un patrimonio condiviso, prezioso per i nostri due Paesi e per l’Europa», da salvaguardare e promuovere con continuità. Mattarella ha ricordato in questo senso anche la recente legge costituzionale con le nuove norme sullo Statuto di autonomia.
Nel pomeriggio Sergio Mattarella si sposterà a Trento, dove al Teatro Sociale parteciperà alle celebrazioni della Giornata dell’Autonomia.

















