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BOLZANO. Proteggere la natura significa anche essere presenti sul territorio, soprattutto nei luoghi dove il numero di visitatori cresce e il rapporto tra ambiente e attività umane diventa più delicato. È da questa esigenza che nasce il rafforzamento del sistema dei ranger in Alto Adige, con una novità destinata a cambiare in modo significativo l’organizzazione del servizio: i 22 posti stagionali attualmente previsti nei sette Parchi naturali saranno sostituiti da sette posti annuali, uno per ciascuna area protetta.
La decisione si inserisce in una strategia più ampia della Provincia, che punta a mettere in rete due figure con funzioni differenti: i Ranger dei Parchi naturali, che lavorano all’interno delle aree protette, e i Südtirol Alto Adige Ranger, impegnati soprattutto nei luoghi più frequentati e, in particolare, al di fuori dei parchi.
Non si tratta dunque di due servizi alternativi, ma di due presenze che si completano. I primi hanno un ruolo legato alla conoscenza e alla gestione delle aree protette, oltre che all'educazione ambientale. I secondi sono invece chiamati a intervenire direttamente nei punti più esposti alla pressione dei visitatori, spiegando come comportarsi correttamente e sensibilizzando residenti e turisti sul rispetto dell'ambiente. Il progetto dei Südtirol Alto Adige Ranger è partito nel 2026 come progetto pilota.
La novità più concreta riguarda però proprio i Parchi naturali. Da 22 impieghi stagionali si passa a sette posizioni annuali, una per ogni parco. Una scelta motivata dalla Provincia con l'aumento delle esigenze legate all'educazione ambientale e alla gestione delle aree protette.
Il compito dei ranger non è infatti soltanto quello di vigilare. La loro funzione principale è fare da ponte tra le persone e la natura: fornire informazioni, spiegare le caratteristiche degli ambienti protetti, accompagnare la conoscenza del territorio e promuovere comportamenti rispettosi. Un lavoro particolarmente importante in un territorio come quello altoatesino, dove aree naturali di grande pregio convivono con una forte presenza turistica.
Il tema è stato affrontato anche durante un incontro organizzato il 31 agosto sull'Alpe di Siusi, al quale hanno partecipato l'assessore provinciale alla Protezione dell'ambiente, della natura e del clima Peter Brunner, il ranger del Parco naturale Anton Schönberger e la Südtirol Alto Adige Ranger Michaela Prister. Presenti anche rappresentanti della Provincia, delle Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO e di Alpe di Siusi Marketing.
«I compiti dei Ranger dei Parchi naturali e dei Südtirol Alto Adige Ranger sono diversi, ma l'obiettivo è comune», ha sottolineato Brunner, indicando nella responsabilizzazione di residenti e visitatori uno degli strumenti principali per la tutela del territorio.
La scelta di rendere annuale la presenza dei ranger nei parchi va proprio in questa direzione. Una presenza continuativa permette infatti di andare oltre la gestione dei mesi di maggiore afflusso e di costruire un rapporto più stabile con il territorio, con le comunità locali e con chi frequenta le aree protette.
L'Alto Adige si trova così a rafforzare un modello che non punta soltanto alla conservazione, ma anche alla prevenzione attraverso l'informazione. Perché proteggere un ambiente fragile non significa soltanto intervenire quando una regola viene violata: significa soprattutto fare in modo che quella regola venga compresa e rispettata.
E il messaggio che arriva dalla Provincia è chiaro: la tutela del paesaggio passa sempre più dalla presenza sul campo, dalla conoscenza e dalla capacità di dialogare con chi vive e attraversa la montagna.


