Patentini di bilinguismo falsi, due dottoresse condannate a risarcire l’Asl

Le due specialiste erano state assunte all’ospedale di Bolzano dopo aver autocertificato patentini di bilinguismo ottenuti con documenti contraffatti. I giudici hanno però riconosciuto l’attività professionale svolta, riducendo l’importo richiesto dalla Procura: per il danno erariale dovranno restituire 66.000 e 25.000 euro



BOLZANO. Arrivano le prime condanne della Corte dei conti nell’inchiesta sui patentini di bilinguismo falsi utilizzati per lavorare nella sanità altoatesina. Due dottoresse, all’epoca impiegate nel reparto di Anestesia e rianimazione dell’ospedale di Bolzano, sono state condannate a risarcire l’Azienda sanitaria altoatesina per danno erariale con importi rispettivamente di 66.000 e 25.000 euro.

Secondo quanto riportato nella sentenza, le due specialiste erano state ammesse a un concorso pubblico autocertificando il possesso di un titolo linguistico ottenuto tramite la presentazione fraudolenta di documenti contraffatti. Per i giudici contabili il rapporto di lavoro sarebbe quindi stato instaurato senza uno dei requisiti fondamentali richiesti dal bando.

La Procura contabile aveva chiesto la restituzione integrale delle somme percepite durante il periodo di servizio, quantificate in circa 121.000 e 51.000 euro. La Corte dei conti ha però accolto parzialmente la linea difensiva delle due professioniste, riconoscendo l’utilità concreta delle prestazioni lavorative svolte all’interno del reparto ospedaliero.

Nella decisione i giudici hanno infatti evidenziato come la conoscenza linguistica richiesta rappresentasse un requisito “complementare” rispetto alle competenze tecnico-scientifiche delle anestesiste. Per questo motivo è stata disposta la restituzione del 55% degli stipendi percepiti, riducendo sensibilmente le richieste avanzate dalla Procura.













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